Buffett esce di scena nell’affare Burlington

Warren Buffett dovrà rinunciare all’acquisizione dell’americana Burlington. L’autorità Usa incaricata di esaminare le proposte d’acquisto della società, in bancarotta dal 2001, ha bocciato l’offerta lanciata dal miliardario americano attraverso la Berkshire Hathaway, ritenendo inapprovabili alcune condizioni poste dall’offerente.
Delusione nelle parole di George W.Henderson III, ceo di Burlington, che riteneva l’ingresso della Berkshire un’ottima conclusione delle sfortunate vicende della società, le cui attività sono entrate sotto la protezione del Capitolo 11 del codice fallimentare statunitense dal novembre 2001 (vedi fashionmagazine.it del 13 febbraio). La Berkshire Hathaway, già proprietaria del marchio Fruit of the Loom, avrebbe apportato liquidità nelle casse della società dell’activewear per 579 milioni di dollari. Tra le condizioni poste dalla Berkshire di Buffett a perfezionamento dell’acquisizione, il tribunale americano ha giudicato inaccettabile anche quella relativa al pagamento delle spese di fallimento a carico della Burlington stessa (14 milioni di dollari), che avrebbe comportato la vendita della maggior parte delle attività ad un’altra società.
Attualmente la Corte del Delaware incaricata sta valutando come procedere a seguito di quest’ultima decisione nei confronti di Buffett e, fra le alternative, non esclude il sollecito di nuove proposte. A questo punto potrebbe risultare di nuovo interessante l’offerta giunta da parte di Wilbur Ross lo scorso febbraio, uno dei maggiori creditori di Burlington.
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