Bulgari: fatturato semestrale in flessione del 21,7%

Il turnover a sei mesi del Gruppo Bulgari è arretrato del 21,7% a 396,4 milioni di euro (-28,9% a cambi comparabili), mentre il rosso di periodo ha raggiunto i 40,5 milioni. Nel secondo trimestre dell’anno, malgrado il miglioramento rispetto al primo quarter, il gioielliere romano ha generato ricavi per 218,3 milioni, in flessione del 20,5% (-27,7% a cambi comparabili), accusando una perdita netta di 11,2 milioni.
Nello specifico del secondo quarter, chiuso il 30 giugno (mese in cui, specifica una nota, si è registrato un profitto), la jewelry company - che quest’anno ha festeggiato il 125esimo anniversario - ha accusato cali in tutte le categorie di prodotto: il protrarsi della crisi a livello globale ha inciso su gioielleria (-18,4%), orologi (-28,2%), accessori (-26,6%) e profumi (-13,7%). A livello distributivo, sempre a cambi correnti, spicca la performance, decisamente negativa, dell’America (-44,8%), ma arretrano anche Asia (-17,7%, con il Giappone a -28,3% e il Far East a -6,7%) ed Europa (-22,7%, mentre l’Italia ha ceduto il 16,6%); in controtendenza l’area mediorientale (+27,7%), insieme al continuo dinamismo di Cina e Sud Corea. Il forte rallentamento nelle vendite, profondamente influenzato dalla contrazione degli ordini nel canale wholesale, è stato parzialmente attenuato dai risultati positivi nei dos di alcuni Paesi.
A livello semestrale, segni per meno per quasi tutti i mercati, dal -17,3% dell’Asia, al -24% del Vecchio Continente (-16,2% in Italia), fino al -41,1% dell’America; +4%, invece, la performance del Middle East/altri Paesi. Cali a doppia cifra per tutte le categorie merceologiche, dal -17% dei segnatempo al -30,2% degli accessori.
L’indebitamento finanziario netto del gruppo quotato a Piazza Affari, al 30 giugno 2009, ha raggiunto i 351,6 milioni di euro, rispetto ai 303, 6 milioni di fine 2008.
“I risultati del secondo trimestre, in miglioramento rispetto al quarter precedente e particolarmente incoraggianti per la performance in crescita dei negozi a gestione diretta - ha spiegato il ceo Francesco Trapani - dimostrano che Bulgari stia sostanzialmente centrando gli obiettivi di controllo dei costi, degli investimenti e del capitale circolante, già annunciati in precedenza e perseguiti assiduamente fin dall’inizio dell’anno, e come il portafoglio-prodotti dell’azienda continui a incontrare il gusto e il favore della clientela”.
d.p.
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