Bulgari: quarto trimestre in rallentamento, soprattutto per gioielli e orologi

Le difficoltà a livello macroeconomico incidono anche sui conti di Bulgari, che ha archiviato il 2008 con un fatturato di 1.075,1 milioni di euro contro i 1.091 milioni del 2007 (-1,5% a cambi correnti e -0,9% a cambi comparabili). Trapani: "Concentriamoci sul potenziamento della nostra efficienza, rivedendo la struttura dei costi e degli investimenti".
Il comunicato diffuso ieri sera dalla maison evidenzia un anno, il 2008, in cui al moderato ottimismo dei primi tre trimestri è seguita la doccia gelata del quarto, in cui le vendite, pari a 312,6 milioni di euro, si sono ridotte del 9,8% a cambi correnti e del 15,5% a cambi comparabili in confronto con l'analogo periodo dell'anno precedente.
Prendendo in considerazione i 12 mesi, si evidenziano una buona tenuta dei gioielli (-1,5% a cambi comparabili, da paragonare a una performance particolarmente brillante nel 2007, +20%) e un exploit dei profumi (+13,9%), controbilanciati in negativo dalla débâcle degli orologi (-10,9%), esito della volontaria eliminazione del segmento più basso (entry price), cui si sono sommate le difficoltà di reperimento di parti componenti e la frenata della domanda nel canale wholesale, soprattutto da ottobre a dicembre. In discesa del 4,1% gli accessori, penalizzati ancora una volta dal canale wholesale in particolare in Giappone.
Nel quarto trimestre, se i profumi hanno confermato la propria forza (+0,7%), i gioielli hanno incassato un -17,3%, gli orologi un -28% e gli accessori un -9,5%.
Tra le aree meno ricettive nel corso dell'anno, spiccano gli Usa (-6,7%), insieme all'Italia (-11,1%) e al Giappone (-8,5%). Non preoccupante la contrazione dell'Europa (-1,4%) e dell'Asia (-1,2%), che senza tenere conto del Paese del Sol Levante totalizzerebbe un +8,4% (+41,2% nel 2007). Segnali incoraggianti dal Medio Oriente, con un +9,1% a cambi correnti. Ancora una volta, se ci si concentra sul quarto trimestre lo scenario assume tinte decisamente più fosche: Europa in calo del 16,8% (-17,7% per l'Italia), Stati Uniti -9,3%, Asia -20% (Giappone -25,4%).
Commentando queste cifre, il ceo Francesco Trapani non ha nascosto la preoccupazione per un 2009 che non promette niente di buono, ma ha ricordato come Bulgari sia un marchio forte, in grado di coniugare l'esclusività con un elevato grado di notorietà. "Tengo a sottolineare che, contrariamente a quanto fatto da importanti concorrenti, non abbiamo ridotto i prezzi di vendita né cambiato la nostra politica di sconti nei confronti del cliente finale e del trade - ha affermato - al fine di tutelare l'integrità della marca nel lungo periodo". Trapani ha elencato i quattro "punti cardinali" di Bulgari: un brand solido, costruito in 125 anni di attività; un portfolio articolato di prodotti; un retail network capillare ed efficiente, con oltre 260 monomarca worldwide; un management team coeso e motivato. "Stiamo lavorando duro - ha concluso - per rendere la nostra struttura più snella ed efficiente, facendo tesoro dei nostri asset, al fine di migliorare la competitività di una maison che ha saputo moltiplicare il suo giro d'affari di 40 volte in 25 anni".
a.b.
stats