Burberry: +21% i ricavi del secondo semestre grazie al business non-apparel

Nel secondo semestre concluso il 31 marzo, il gruppo del lusso Burberry ha totalizzato ricavi per 663 milioni di sterline (oltre 745 milioni di euro), in aumento del 21% rispetto all'analogo periodo dello scorso esercizio (+2% a cambi costanti). A trainare la crescita soprattutto il segmento non-apparel, ma anche le nuove iniziative legate al childrenswear hanno mostrato performance positive nei mercati di riferimento.
Distinguendo per canali distributivi, il retail ha registrato un +36% grazie alla svalutazione della sterlina (+14% a valute costanti), mentre il wholesale, su cui pesano il calo della domanda in Spagna e in alcuni specialty store indipendenti europei, ha totalizzato un +7% (-11% a cambi invariati). Quanto ai ricavi derivanti dal licensing, sono scesi del 5% (-13% a valute costanti) soprattutto a causa del calo delle vendite nei department store in Giappone e del mancato rinnovo di alcune licenze per il menswear.
Nel nuovo fiscal year, il gruppo guidato da Angela Ahrendts prevede di ampliare l'area distributiva del 10-12%, mentre per i primi sei mesi stima un -25% del fatturato wholesale, a parità di cambi. Previsto in flessione, tra il 10 e il 15% a valute invariate, anche il business delle licenze (su base annuale).
e.f.
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