Calendari delle sfilate internazionali: accordo raggiunto

Un comunicato diramato in serata dal British Fashion Council ufficializza l’accordo raggiunto nel corso del meeting tenutosi ieri a Londra tra gli organizzatori delle settimane della moda internazionali, per assicurare alla London Fashion Week il suo spazio nel calendario della moda globale.
Alla riunione – cui hanno partecipato i rappresentanti delle kermesse di New York, Londra e Milano e, in conferenza telefonica, i colleghi di Parigi – si è deciso che New York anticiperà, rispondendo così alle esigenze dei designer americani, ma al tempo stesso verrà assicurato un periodo di cinque giorni pieni alla London Fashion Week a partire da settembre dell’anno prossimo. Come anticipato da fashionmagazine.it ieri, i dettagli dell’accordo devono ancora essere pienamente ratificati dagli stilisti delle singole capitali.
Quanto a febbraio 2009, il CFDA, la Camera della Moda e la Federation Française de la Couture hanno stabilito di lavorare con il British Fashion Council, affinché i propri calendari siano “sensibili” alla esigenze di Londra.
“Con la sicurezza di avere cinque giorni a partire dal prossimo settembre - ha detto Harold Tillman, chairman del British Fashion Council - potremo sviluppare una London Fashion Week più forte e di maggiore impatto”.
“Apprezziamo questa soluzione - ha commentato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Mario Boselli - che rispetta Londra come una capitale della creatività e Milano come quella del fashion system italiano, piattaforma del made in Italy e fornitore di tessile di qualità per tutti i designer del mondo”.
Dal canto suo, Diane Von Furstenberg, presidente del CFDA di New York, ha assicurato: “Ci siamo trovati tutti d’accordo sul fatto di preservare la London Fashion Week: rappresenta un patrimonio di talento di cui tutti beneficiamo”.
Positivo anche Didier Grumbach, presidente della Federation Française de la Couture: “Londra ha sempre mandato un forte messaggio moda - ha detto -. Siamo molto soddisfatti che New York, Milano e Londra abbiano raggiunto questa armoniosa conclusione”.
c.mo.
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