Calzature: la crisi inizia a farsi sentire

L’indagine congiunturale elaborata dall’Ufficio Studi di Anci (l’associazione dei calzaturieri) rileva che nei primi nove mesi del 2008 la produzione di scarpe in Italia si è ridotta del 6,1% in volume, evidenziando un netto peggioramento nel terzo trimestre: l’analisi precedente, relativa al primo semestre, segnalava infatti un calo del 3,4%.
I prezzi sono cresciuti dell’1,6% sul mercato interno e del 2,7% su quello estero, con una contrazione della produzione, considerata in valore, del 3,9%.
Per quanto concerne l’export, i dati Istat, disponibili per i primi otto mesi del 2008, parlano di una crescita in valore del 3,5%, per un totale di circa 5 miliardi di euro: un andamento ancora non intaccato dalla crisi vera e propria, acuitasi successivamente, e corroborato da un aumento del prezzo medio delle calzature dell’ordine del 12,7%. I volumi esportati hanno subito invece una flessione dell’8,2%, per un totale di 163,9 milioni di paia (14,6 milioni in meno rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente).
Anci premette che la situazione è tuttavia molto differenziata per segmenti di prezzo, distretti e aree di sbocco. Il portafoglio ordini degli ultimi mesi del 2008 sembra replicare le stesse dinamiche dei primi nove mesi dell’anno. Preoccupante, in particolare, appare la frenata della Russia (-4%), che getta in prospettiva ombre su quello che era stato uno dei Paesi di sbocco più recettivi degli ultimi anni, diventando il quarto mercato di destinazione in valore dei nostri prodotti.
e.a.
stats