Calzature made in Italy: produzione a nove mesi in calo del 3,8%

Per il settore calzaturiero il terzo trimestre 2004 si conferma negativo e sono all’insegna della prudenza anche le aspettative per il quarto trimestre e per i primi mesi del 2005. È quanto emerge dalla consueta indagine di fine anno dell’Anci pubblicata in questi giorni.
Dopo le flessioni attorno al 10% nei livelli produttivi registrate a consuntivo nel 2002 e 2003, anche per i primi nove mesi dell’anno in corso la produzione è stimata in calo: -5,1% in volume e -3,8% in valore rispetto all’analogo periodo 2003.
«Sono diversi gli elementi preoccupanti di questa rilevazione – spiega Rossano Soldini, presidente dell'Associazione nazionale calzaturieri italiani -. Innanzitutto l’andamento negativo ha caratterizzato tutte le tipologie produttive, senza particolari distinzioni, rendendo evidente che si tratta di una crisi legata soprattutto a fattori esterni piuttosto che a un deficit di competitività dei calzaturifici italiani. Altrettanto preoccupante è poi l’andamento dei prezzi praticati dalle imprese che, sia in Italia (+1,7%) sia all’estero (+1,1%), hanno segnato limitatissimi incrementi. Se combiniamo questo risultato con la crescita dei prezzi delle materie prime e la spirale inflazionistica energetica avviata dal caro-petrolio, si può facilmente desumere quale riduzione dei margini abbiano dovuto affrontare i calzaturifici italiani».
Gli ultimi dati confermano, inoltre, il trend di crescita dei volumi delle importazioni, con un aumento pari al 19,6% nel periodo gennaio-agosto 2004, ottenuto soprattutto grazie ad una caduta dei prezzi medi superiore al 16%.
«Anche gli ultimi dati disponibili - precisa Soldini - rivelano che i maggiori incrementi di importazioni sono attribuibili ai Paesi del Far East (+32,5% in volume) e in particolar modo alla Cina che, dopo aver fatto registrare a consuntivo nel 2003 un aumento del 49%, fa segnare nei primi otto mesi del 2004 un ulteriore 37,6%. Un aumento che si accompagna alla crescita di importazioni che provengono da India (+51%), Indonesia (+30%) e Malaysia (+136%) e con un fortissimo decremento nei prezzi medi. A questa competizione si aggiunge poi quella ottenuta tramite le triangolazioni per aggirare le quota: è ad esempio significativa la crescita delle importazioni da Macao del 59% in soli otto mesi».
Difficoltà emergono anche nei dati sulle esportazioni dei primi otto mesi del 2004: -4,8% in quantità, pur a fronte del +2% in valore. Anche il risultato in valore, però, nonostante il segno positivo rispetto al 2003, è ancora ben lontano dai livelli 2002.
m.d.p.
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