Calzature: primo trimestre ancora in salita

Sempre più critica la situazione di mercato dei calzaturifici italiani. Nel primo trimestre 2003 la produzione è stimata al -4,4% in quantità e al -2% in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ancora peggio ha fatto l’export, con un calo del 5,3% in volume e del 7,1% in valore. Unico dato positivo, il lieve aumento dei consumi interni.
Il flusso commerciale oltrefrontiera si è attestato a 88,2 milioni di paia, per un valore di 1.729,30 milioni di euro. In crescita invece l’import, rispettivamente dell’11,5% in volume e del 3,1% in valore. Lo rivelano i dati in possesso dell’Anci, l’associazione nazionale dei calzaturieri.
L’unica nota positiva riguarda i consumi finali interni, che nei primi due mesi dell’anno hanno fatto segnare un aumento dell’1,2% in quantità e del 3,5% in spesa rispetto al primo bimestre 2002. Tuttavia, l’arco di tempo assai limitato e i volumi rappresentati non riescono a compensare la dinamica negativa sui mercati internazionali. Il fatto grave è che il peggio deve ancora venire.
Infatti secondo un’indagine Anci su un campione significativo di aziende, nel primo trimestre 2003 gli ordini raccolti si sono ridotti del 3,6% in volume, con addirittura un -10% per il mercato tedesco. I motivi di questo trend negativo sono da ricercarsi, secondo l’associazione dei calzaturieri italiani, nella crisi di alcuni Paesi del Far East, nel peggioramento degli scambi verso gli Stati Uniti e nell’insoddisfacente tasso di crescita delle economie europee. La guerra in Iraq e l’epidemia di Sars hanno ulteriormente appesantito il quadro congiunturale ed imposto alle imprese di casa nostra una navigazione di piccolo cabotaggio, con obiettivi di competitività a breve termine e senza grandi aspettative per i restanti mesi del 2003.
m.d.p.
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