Calzetteria femminile made in Italy: prosegue il trend positivo ma in decelerazione

La calzetteria femminile si rivela un settore del made in Italy in recupero, con un saldo commerciale positivo, ma il tasso di crescita del 2007 risulta inferiore rispetto al 2006 (l'anno della ripresa). Nei dati presentati recentemente da Smi, incoraggiante il trend dei consumi nazionali: il tasso di incremento è passato dal +2,4 al +3,4%.
Nel 2007 il fatturato del settore ha totalizzato 1,1 miliardi di euro (+1,7% sul 2006, quando l'aumento era stato del 5,3%). L'export si è portato a 642 milioni: il 5,4% in più rispetto all'anno prima (+15,3% nel 2006). In frenata anche le importazioni, a 158 milioni di euro, che tuttavia continuano a procedere a un tasso a doppia cifra (+28,5% nel 2007, +48,25 nel 2006). Il saldo commerciale ammonta così a 484 milioni di euro.
Come emerge dall'analisi di Smi, resta sostanzialmente immutata, dal 2002 a oggi, la struttura dei consumi, dove il collant gioca un ruolo di primo piano (nel 2007 pari al 70,7% del totale), seguito dalle calze in cotone (10,8%), dalle proposte per le bambine (9,9%) e infine dai gambaletti (6,5%).
La maggior parte degli acquisti di calzetteria femminile avviene negli ipermercati e nei supermercati (39,5% dei consumi totali). In ascesa i grandi magazzini (16%) e le catene in franchising (12,6%).
e.f.
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