Camera Italiana dei Buyer della Moda: attenzione, i brand stanno cominciando a perdere appeal

Oltre settanta dettaglianti italiani al top hanno partecipato ieri pomeriggio a Milano alla riunione della Camera Italiana dei Buyer della Moda. In discussione il problema della perdita di fascino che numerosi marchi e griffe stanno cominciando a patire e, di contro, il rilancio del punto vendita come brand. "E’ stato uno degli incontri più affollati e ‘caldi’ della nostra associazione, con una presenza molto significativa anche da parte di dettaglianti del Centro e Sud Italia", spiega a fashionmagazine.it Flaminio Soncini, presidente della Camera Italiana dei Buyer della Moda che conta circa centosettanta iscritti tra i migliori negozianti dei nostro Paese.
"Dopo aver discusso in generale della crisi economica che sta penalizzando il mercato – continua Soncini - e che tra l’altro molto probabilmente ci farà ricordare questa primavera-estate come la peggiore stagione di vendita degli ultimi vent’anni, abbiamo affrontato nello specifico un problema grave che sta incominciando ad affliggere il fashion system: la perdita di fascino da parte dei brand e, di contro, il continuo esagerato aumento dei prezzi". "Ovviamente si tratta di segnali – prosegue Soncini –. Ma il fenomeno è preoccupante e lo stiamo monitorando anche attraverso dei sondaggi sul comportamento dei consumatori, che periodicamente effettuiamo presso i nostri associati". Come fronteggiare, quindi, questa impasse? “L’assemblea – spiega Soncini - mi ha conferito mandato di organizzare in settembre un incontro con stilisti e aziende per cercare di trovare una soluzione a questo problema d’immagine: ovvero studiare insieme il modo per ridare appeal e credibilità a griffe e marchi”.
"Non solo – prosegue Soncini –. Se da un lato dobbiamo fare il possibile per salvaguardare i brand che vendiamo, dall’altro dobbiamo assolutamente impegnarci per curare l’immagine dei nostri punti vendita, della nostro nome, ovvero del nostro brand". "Negli ultimi anni ci siamo un po’ troppo riposati sugli allori, sulla scia delle collezioni vincenti, delegando a loro parte del nostro successo – conclude Soncini –. Adesso è l’ora di tornare a investire sulla nostra insegna: far sì che il cliente venga da noi invogliato dal fascino suscitato dal nostro negozio e non perché attratto da un determinato brand. Se è vero che noi dettaglianti italiani abbiamo fatto la storia della moda, proprio in un momento come questo dobbiamo ritornare alle nostre origini".
e.c.
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