Camera della Moda e Ibm: tecnologia creativa al servizio dei punti vendita

Come la tecnologia può fornire al settore moda nuovi argomenti per rivitalizzare il rapporto con il consumatore all'interno del punto vendita: questo il tema centrale di un incontro organizzato ieri da Camera Nazionale della Moda Italiana e Ibm nella sede di quest'ultima a Segrate.
Francesco Angeleri, vice president general business Ibm Italia, ha sottolineato la centralità delle attività in-store per riappropriarsi del rapporto con il cliente finale in questa delicata fase post-crisi. Un periodo in cui il settore moda, ha spiegato nel suo intervento il presidente di Cnmi Mario Boselli, lasciatosi alle spalle un drammatico 2009 chiuso a -15%, affronta ora un 2010 ancora difficile, con previsioni di crescita riviste al ribasso, che non superano il 4,5% nella migliore delle ipotesi, ma che potrebbero anche fermarsi a un +0,5% (vedi anche fashionmagazine.it del 24 febbraio 2010).
Un aiuto a ripartire potrebbe venire proprio dall'utilizzo creativo della tecnologia. Ibm ha infatti illustrato tutte le soluzioni più avanzate messe a punto per i negozi: la più soprendente è quella che permette di provare abiti, occhiali, gioielli, borse e altri accessori e persino il make-up sovrapponendoli - in tre dimensioni e in tempo reale – all'immagine del cliente riflessa in un avveniristico specchio, trasformato in “shopping assistant” in grado di suggerire abbinamenti o anche far “provare” prodotti non fisicamente disponibili nel punto vendita, mostrando il risultato virtuale come se fosse uno specchio tradizionale: di fronte, di profilo, da vicino, da lontano, il tutto in modo semplice e immediato.
Meno eclatante a vedersi, ma forse ancora più interessante nei suoi sviluppi, è una sorta di occhio elettronico che riesce a identificare, attraverso l'analisi biometrica, sesso, età ed etnia - e, in un futuro non lontano, anche le espressioni - di chi si muove nello spazio della boutique (senza alcuna violazione della privacy, in quanto non si esportano dati sensibili o immagini di volti). È così possibile effettuare rilevazioni sulla propensione all'acquisto e le modalità con cui questo avviene consentendo così di capire se il layout del negozio è efficace. Grazie a questa tecnologia anche l'utilizzo dei video in-store può essere personalizzato, in modo da veicolare contenuti multimediali in funzione della persona che passa di fronte allo schermo e attivare quindi campagne di comunicazione e di marketing mirate.
Dalla creatività tecnologica a quella tradizionale: il direttore della Camera, Giulia Pirovano, ha presentato quattro mini sfilate di altrettanti stilisti - Chicca Lualdi BeeQueen, Mauro Gasperi, Leitmotiv e San Andrès - che hanno iniziato una promettente attività imprenditoriale grazie al progetto Incubatore della Moda, collaborazione tra Cnmi e Comune di Milano.
c.mo.
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