Capitali dello shopping: Londra la preferita per gli investimenti sul retail, Milano solo 14esima

Supererà anche New York come capitale della moda, in base a una ricerca condotta dall'ente americano Global Language Monitor, ma se si prendono in considerazione gli investimenti dei retailer (non solo del fashion) nelle città internazionali, Milano slitta al 14esimo posto: lo stabilisce lo studio "How global is the business of retail?-2009", elaborato dalla società attiva nei servizi immobiliari a scopo commerciale Cb Richard Ellis.
Più citato della Grande Mela all'interno di carta stampata, media digitali, Internet e nella blogosfera per quanto riguarda la moda (vedi fashionmagazine.it del 20 luglio scorso), il capoluogo lombardo non risulta tra le mete planetarie più ambite quando si tratta di iniziative immobiliari legate alla distribuzione.
Dopo avere interpellato 280 top retailer di tutti i settori in 67 Paesi, i responsabili di Cb Richard Ellis hanno infatti stabilito che la location più dinamica da questo punto di vista è Londra, dove è presente il 60% del panel, contro il quasi 50% che sceglie Parigi, al secondo posto, e il quasi 47% di stanza a New York. Un sorprendente quarto posto, con oltre il 45%, spetta a Dubai, che conferma la propria fase espansiva, nonostante non sia stata esente dalle ripercussioni della crisi. A seguire Madrid, Mosca, Berlino, Monaco di Baviera, Barcellona, Tokyo, Singapore, Amburgo, Hong Kong e finalmente Milano con quasi il 38%. 15esima Pechino con oltre il 36%.
È la prima volta che il report, sui cui esiti la rivista Forbes ha pubblicato un ampio resoconto, non si limita a monitorare i Paesi ma si spinge alle città. Questo perché, come spiega Peter Gold (alla guida della divisione Emea Cross Border Retail di Cb Richard Ellis), "ora più che mai i retailer si concentrano più sulle 'shopping population' che sui mercati in senso lato".
Interessante è comunque dare un'occhiata anche alle conclusioni sulle nazioni che più attraggono i retailer mondiali: la pole position per il 2008 va al Regno Unito (58%), incalzato con il 48% dalla Spagna e poi da Francia (46%) ed Emirati Arabi Uniti, pari merito con la Germania (45%). Salgono la Cina (37% nel 2007, 42% nel 2008) e la Russia (38% nel 2007, 41% nel 2008) mentre l'Italia, ottava, ha una leggera flessione dal 41% al 40%. Solo decimi, dopo la Svizzera, gli Usa con il 39%: questo perché i principali retailer stranieri puntano a metropoli come New York, ma non sempre si spingono oltre sul territorio. Da notare che lo scorso anno i Paesi "colonizzati" dai 280 intervistati sono stati in media 16,5 rispetto ai 14,7 del 2007: un aumento trainato dai comparti luxury e abbigliamento/calzature, soprattutto europei (francesi, italiani, britannici e spagnoli in particolare) attivi in oltre 27 Paesi, contro una media di 14 relativamente agli altri ambiti.
a.b.
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