Carlo Pambianco: i fattori vincenti dei best performer italiani

Oggi, in occasione del convegno “Rinnovare il modello di successo del made in Italy - Le strategie e i fattori vincenti dei protagonisti di domani”, Carlo Pambianco ha presentato uno studio su 500 aziende moda, suddividendole in tre gruppi, che individua i comuni denominatori nelle politiche aziendali dei best performer.
Il primo gruppo prende in esame 30 aziende – 5 gruppi e 25 realtà di medie dimensioni - che “viaggiano” con una crescita dei fatturati (senza acquisizioni) sopra il 20% l'anno e un Ebitda superiore al 10%. In un triennio, il 2001-2004, per tutti difficile, sono riuscite a crescere del 67% e a registrare un Ebitda medio del 17,4%.
Tra di esse figurano sia nomi affermati (Dolce & Gabbana, Tod’s, Diesel e Pomellato), sia marchi giovanissimi: in questo caso anche a fronte di fatturati relativamente bassi, gli incrementi sono stati strabilianti. Come nella case history di Guru, che in tre anni ha visto crescere il turnover del 5.141%, seguito da Franklin & Marshall, con il 667% di aumento, e da Falber, meglio nota per la griffe John Richmond, con una crescita del 339%. Campioni dell’Ebitda sono, invece, Rebecca (31,8%), Diesel (24,4%) e Dolce & Gabbana (23,7%).
I fattori di successo sono la ricerca sul prodotto, una definizione precisa del proprio target di consumo, più collezioni l’anno affiancate da flash, politiche di brand (l’80% di loro ha un solo marchio), modelli organizzativi basati su “team dedicati” sulle funzioni critiche. Queste realtà, che appartengono soprattutto al settore dello sportswear e dell'abbigliamento donna, investono molto in pubblicità (7,2% del fatturato), in particolare di tipo innovativo (eventi, feste, sponsorizzazioni, co-marketing, testimonial) cui destinano circa il 30% del budget. Hanno strutture vendita dirette o comunque fortemente integrate e strutture interne snelle e flessibili. Molti di loro, ma non tutti, non esitano a ricorrere all’outsourcing o alla delocalizzazione all’estero “ma in maniera intelligente – specifica Pambianco – non piatta su tutto il fronte”: a produrre oltre confine vanno soprattutto le aziende dello sportswear, meno le aziende di moda donna e calzature, pochissimo quelle di gioielli e di abbigliamento formale uomo.
Il secondo gruppo comprende i risultati di 20 società italiane della moda cresciute mediamente del 4,3%, ma con una elevata redditività (Ebitda medio in tre anni pari al 13,7%).
Il terzo gruppo riassume le rimanenti 450 aziende, con situazioni molto diversificate da settore a settore. In questo caso l’incremento del fatturato nel periodo 2001-2004 ha avuto un segno negativo (-2,4%), mentre è salva la redditività (Ebitda a +6,5%).
c.mo.
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