Carlo Pignatelli: 40 anni, una sfilata, un grande party

Compie 40 anni il progetto di stile di Carlo Pignatelli: il "sarto innovatore" di Latiano (Br) li festeggerà con il defilé della collezione Cerimonia 2009 e, a seguire, con un grande party per 700 ospiti. L’appuntamento è domenica alle 21 al Palazzo del Senato di Milano, città dove la griffe sfila dal 1993.
Due le scenografie dell’evento: superfici nere specchiate, movimentate da tendaggi drappeggiati in moiré color polvere e da chandelier da Palazzo d’Inverno per la sala della sfilata; un giardino all’italiana interamente ricostruito, con tanto di aiuole verdi, per l’area dedicata alla festa, ospitata in un elegante cortile.
Il numero 40 ritorna sia nel numero dei modelli, sia nei metri di lunghezza della pedana che dovranno calcare. Del resto, spiega lo stilista, “questa collezione è il riassunto di tutta la mia storia creativa e sarà dunque ricca di citazioni del passato: dai lunghissimi spolverini ai gilet stampati o ricamati con pietre, fino alle elegantissime camicie di seta con ruche o plastron”.
Lui, che in 40 anni di sartorialità made in Italy ha vestito personaggi come Marcello Mastroianni (una collaborazione durata per oltre 15 anni), Diego Abatantuono o Gigi Buffon, troverà ad applaudirlo un folto stuolo di celebrity. Atteso anche Adrien Brody, impegnato a Torino sul set del nuovo film di Dario Argento, “Giallo”, cui Pignatelli ha fornito i costumi. “L’invito - spiega - è stato inviato anche al presidente Silvio Berlusconi”. “Se avrò mai la possibilità di vestirlo – aggiunge, abbassando un poco la voce – la prima cosa che farei è toglierli di dosso quei doppiopetto”.
E per il futuro, un desiderio, in parte già realizzato: “Mi piacerebbe tornare a fare abiti completamente su misura – racconta -. Nella nostra sede di Torino ci stiamo già strutturando per fornire questo servizio ai clienti. Nella collezione di domani ci saranno alcuni di questi capi, artigianali al 100%”.
Rimpianti, invece, quasi nessuno: “Ricomincerei tutto da capo: ho lavorato tanto ma ho potuto realizzare quello che volevo”.
m.g.
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