Carlos Slim aumenta la quota in Saks

Con una serie di transazioni portate a termine tra il 18 e il 21 del mese, il miliardario messicano Carlos Slim, uno degli uomini più ricchi del pianeta, ha incrementato la propria partecipazione nel retailer americano Saks Inc., che ora ammonta a circa 25 milioni di azioni.
Come emerge dai media Usa, i progressivi acquisti delle quote sono avvenuti attraverso la società di famiglia Inmobiliaria Carso - già azionista di maggioranza di Saks, con oltre 17 milioni di azioni Saks (attualmente la partecipazione dovrebbe superare il 18% del capitale) - approfittando dei progressivi ribassi delle quotazioni.
Certo è che i recenti crolli in Borsa, a seguito della crisi finanziaria, rendono più appetibili i titoli di alcune realtà della moda, che quindi si espongono maggiormente al rischio di scalate. Sembra tuttavia che Slim abbia certificato alla Sec (organismo di controllo omologo alla Consob italiana) che l'acquisizione e la detenzione delle azioni non è avvanuta nell'ottica “di influenzare o cambiare il controllo dell'emittente”.
Per correre ai ripari il cda dei grandi magazzini di lusso ha autorizzato “misure atte a proteggere gli azionisti da tattiche di takeover coercitive o 'unfair'” (tali manovre difensive sono dette in gergo “poison pills”). In generale, negli Usa è possibile imporre una penalità significativa a persone o gruppi di persone che rilevino il 20% o più delle azioni ordinarie di una società, senza la precedente approvazione del board of director. In particolare, Saks ha varato un piano che prevede la distribuzione di diritti d'acquisto, per ogni azione in circolazione, esercitabili (la scadenza è il 26 novembre 2018) se una persona o un gruppo di persone rileva il 20% o più della società (oppure raggiunga o superi la medesima quota a seguito del lancio di un'offerta). L'effetto è che, per raggiungere il controllo della società, il potenziale acquirente ostile si trova a dovere acquistare sempre più azioni sborsando un ammontare maggiore.
e.f.
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