Centro di Firenze per la Moda Italiana: Alberto Pecci presidente

Alberto Pecci (nella foto) si è insediato al vertice del Centro di Firenze per la Moda Italiana. Il suo nome è stato indicato dai membri del nuovo consiglio d'amministrazione, tra i quali Ferruccio Ferragamo, che ha presentato ufficialmente il nuovo presidente.
Nel suo saluto Alberto Pecci, 66 anni, noto imprenditore del settore tessile, ha ringraziato i soci per la fiducia accordata, sottolineando come “nel cambiamento degli scenari globali della moda, la continuità d’azione del Cfmi ha rappresentato un riferimento sicuro, che ha contribuito alla crescita della sua autorevolezza presso la fashion community internazionale”.
Il neo presidente ha poi annunciato che il suo impegno sarà volto a proseguire l’azione intrapresa dal Centro negli ultimi anni, sviluppando tre filoni principali: i rapporti istituzionali con il sistema moda nazionale e con i territori produttivi, la politica di promozione delle attività fieristiche svolte da Pitti Immagine e la diffusione della cultura della moda italiana attraverso mostre, convegni, eventi e alta formazione.
“È proprio su questa collaborazione - ha puntualizzato Pecci - in perfetto equilibrio tra enti e associazioni del territorio, di cui il Cfmi è la perfetta espressione, che intendo impostare la mia presidenza”. Da imprenditore, il neo presidente si aspetta che il sistema Paese faccia la sua parte per sostenere le aziende italiane: “Occorrono progetti forti, capaci di fronteggiare la crisi. Per prima cosa la tracciabilità, poi servono incentivi specifici per il tessile abbigliamento e un’attenzione particolare al credito”.
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare i risultati economici del gruppo e il bilancio sociale 2008. “Nello scorso esercizio - ha sintetizzato Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine - il valore della produzione del gruppo ha superato i 35 milioni di euro. Le previsioni per il 2009 sono di un sostanziale pareggio o di una lieve perdita, perché abbiamo investito molto per sostenere la liquidità delle aziende”.
b.b.
stats