Certificazione Made in Italy 100%: al via la campagna 2008

Si è svolta a Roma, presso la sede della Banca Marche, la conferenza di presentazione della campagna promozionale 2008 organizzata dall'Istituto per la tutela dei produttori italiani, organismo indipendente che ha creato una certificazione di qualità e di provenienza per le merci ideate e lavorate interamente sul territorio italiano.
Pasquale De Angelis, vice-presidente dell'Istituto, ha sottolineato che "occorre una sinergia con il territorio da parte delle realtà produttive per promuovere efficacemente il sistema Italia". A dieci anni dalla nascita dell'Istituto per la tutela dei produttori italiani da parte di un gruppo di imprenditori marchigiani, "sono 300 le imprese che hanno richiesto il marchio di certificazione, per identificare un prodotto autenticamente italiano - ha precisato De Angelis -. Un successo per gli imprenditori che hanno scelto di operare insieme, in modo da far conoscere la qualità italiana con un'azione di promozione lungo tre direttrici: territorio, impresa e cultura".
L'attività dell'Istituto nasce da una carenza legislativa nell'ambito della tutela della produzione artigianale e industriale svolta nel nostro Paese. Per ottenere la certificazione, le produzioni devono rispettare i seguenti requisiti: marchio proprio; fabbricazione interamente in Italia; costruzione con materiali naturali di qualità e di prima scelta; realizzazione con modelli esclusivi dell'azienda; lavorazioni artigianali tipicamente italiane.
"L'acquisizione del marchio di qualità porta ai produttori un vantaggio competitivo che va dal 20 al 30% in più rispetto a chi non è certificato. Un'attestazione che parte dall'esigenza di trasparenza, sempre più sentita dal consumatore": queste le parole di Nazzareno Vita, direttore dell'istituto, che ha aggiunto: "Oggi, con l'etichetta Made in Italy si connotano produzioni magari solo per il 51% italiane, con un danno di immagine e di trasparenza. In questo senso, occorre potenziare la rete dei controlli sulle merci non Ue, poiché mentre gli articoli provenienti dalla Penisola sono sottoposte a screening rigorosi nei territori non Ue, lo stesso non avviene nel nostro Paese, dove continua a entrare qualsiasi cosa". In conclusione, il vice-direttore De Angelis ha specificato che "la nostra non è una battaglia contro qualcuno, ma a favore del lavoro italiano, della qualità e della valorizzazione strategica di merci, cultura e territorio".
Nel documento approvato qualche giorno fa, l'Istituto ha identificato otto punti chiave: nuova normativa; tutela del cittadino; etichettatura; formazione; cooperazione; delocalizzazione; promozione; finanziamenti.
La certificazione permette ad aziende che non hanno un brand forte, ma ad alto valore di produzione e di qualità, di raggiungere i consumatori con una corporate identity forte .
l.v.
stats