Childrenswear: l’invasione degli stilisti

La Pambianco ha condotto una ricerca sulle licenze nel childrenswear da cui emerge che i grandi stilisti stanno sottraendo mercato agli specialisti, in particolare alle aziende che non hanno perseguito politiche di marca. “Ciò significa – spiega la ricerca - che nel prossimo futuro il mercato sarà dominato dagli stilisti e da qualche marchio industriale che con lungimiranza ha investito sul suo nome. Il resto dei produttori opererà su licenza o come terzista o entrerà nell’orbita di qualche stilista, creando joint venture produttive o cedendo l’azienda”.
Dalla ricerca risulta che le collezioni, sia italiane che straniere, date in licenza sono 105 (al 31 dicembre 2002). L’Italia fa la parte del leone con 48 marchi prodotti su 105. Il settore è oggi presidiato dagli specialisti - come Altana, Intreco o Simonetta - ma anche dagli stilisti dei quali alcuni, come Armani, Versace e Dolce & Gabbana gestiscono il business direttamente, curando la creazione ma anche la produzione e la distribuzione. Altri invece hanno affidato la gestione del childrenswear a produttori esterni, concedendo la licenza di produzione e/o distribuzione. Gli esempi principali sono Cavalli, Ferrè, Blumarine, Trussardi tra gli italiani e tra gli stranieri Burberry, Donna Karan, Kenzo e il brand Kookai. I 5 produttori top per numero di linee in portafoglio sono nell’ordine: Zannier (con 14 brand), Valtib (9), Altana (6), CWF (6) e Supergin (6). Ma esistono anche altre grandi aziende nel bimbo non licenziatarie di marchi come Preca/Brummel che fattura 133 milioni di euro.
c.mo.
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