Chiude in calo Vicenzaoro First

Vicenzaoro First, la prima fiera orafa internazionale del calendario 2009, si è conclusa ieri dopo una settimana di lavori: il clima di incertezza congiunturale ha causato una decisa riduzione dei flussi, con un calo del 30% fra operatori, per un totale di 15.500 presenze. Dati non incoraggianti anche per il nostro export: nei primi nove mesi del 2008 il settore orafo italiano ha segnato calo del 5,54% in valore.
La manifestazione promossa da Fiera di Vicenza, on schedule dall’11 al 18 gennaio scorsi (vedi anche fashionmagazine.it del 9 gennaio 2009), ha risentito pesantemente della crisi dei mercati e dei consumi: al clima di forte vivacità e fermento fra gli espositori (circa 1.700 provenienti da 30 nazioni diverse) si è contrapposta una significativa contrazione degli arrivi di buyer, soprattutto internazionali (in primis gli statunitensi, ma defezioni si registrano anche dai Paesi dell’Ex Unione Sovietica e dalla Turchia).
I problemi che caratterizzano il comparto, oltre al crollo generalizzato della propensione alla spesa dei consumatori a livello globale, sono le denunciate difficoltà strutturali, come la concorrenza sempre più agguerrita delle economie a basso costo della manodopera e il problema dei dazi, che non tocca solo l’America ma anche tutti i mercati. Le aziende on show a Vicenzaoro First 2009, edizione che si è distinta per ricchezza di novità, collezioni inedite e un focus sulla ricerca e qualità, hanno presentato dei bilanci contrastanti a fine rassegna.
Secondo le ultime elaborazioni dei dati Istat sull’andamento dell’export del settore orafo italiano, effettuate da Oromonitor (l’Osservatorio del gioiello e dei preziosi di Fiera di Vicenza), nei primi tre trimestri del 2008 le esportazioni complessive hanno raggiunto quota 3,1 miliardi di euro, con una flessione del 5,5% in valore e dell’8,16% in quantità rispetto all’analogo periodo del 2007. In calo Stati Uniti (-28%), Spagna (-21%), Germania (-6,6%) e Regno Unito (-31%). In controtendenza Turchia (+15,2%), Hong Kong (+7,3%) e Polonia (+6,5%).
d.p.
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