Cina: brilla il mercato dei preziosi

A distanza di pochi giorni della conclusione della 33esima edizione del World Diamond Congress, organizzato quest’anno per la prima volta a Shanghai, si fa il punto sulle prospettive future del mercato dei preziosi nella Repubblica Popolare.
La scelta di Shanghai come sede di questo importante appuntamento internazionale non è certo casuale: la Cina si avvia a diventare la principale piazza per la compravendita di diamanti e la metropoli, con più del 20% dei consumi totali di queste pietre preziose e dell'oro nel Paese, ne è certamente il centro nevralgico.
Secondo Lin Qiang, presidente della Shanghai Diamond Exchange (unica Borsa della Repubblica Popolare), “lo scorso anno le transazioni nazionali di diamanti hanno messo a segno un incremento record del 53,4%, corrispondenti a un giro d’affari superiore a 1,2 miliardi di dollari". Il trend, secondo Lin Qiang, "è destinato a rimanere positivo anche quest’anno, in cui è prevista una crescita di almeno 20 punti percentuali”.
La domanda di preziosi, dunque, avanza a tassi sorprendenti nel gigante asiatico: secondo la Diamond Trading Company (Dtc) la Cina, i cui consumi sono passati da 230 milioni di dollari nel 1995 a 1,2 miliardi nel 2007, è già diventata il quarto consumatore mondiale di diamanti.
Ogni anno, rivela una ricerca della Hong Kong Trade Development Council, vengono venduti nell' più di 2,5 milioni di gioielli con diamanti e, a oggi, circa l’11% della popolazione locale possiede un gioiello con diamante. Anche il fiorire dell’industria del wedding (ogni anni si celebrano in Cina più di 10 milioni di matrimoni) ha dato nuovo vigore al settore: nella sola Shanghai, ad esempio, più dell’80% delle spose scelgono anelli con diamanti.
Inoltre, la riduzione dell’Iva sull’importazione di diamanti lavorati - portata dal 17% al 4% - e l’eliminazione totale sulle pietre grezze ha determinato un boom delle importazioni di diamanti: +49,6% nel 2007, secondo la Shanghai Diamond Exchange, la maggior parte dei quali destinati alla gioielleria.
Se, dunque, il settore continua a progredire con questo ritmo, è facile prevedere che la Cina supererà presto gli Stati Uniti quale principale mercato mondiale relativamente a oro e diamanti. La crisi dei muti sub-prime, infatti, ha segnato una brusca battuta d’arresto nei consumi dei preziosi negli Stati Uniti e molti produttori occidentali si rivolgono ora proprio al mercato cinese.
Non va, infine, dimenticato che il Paese è anche il secondo centro di lavorazione mondiale (subito dopo l’India) dei diamanti, con un volume totale pari a circa 6 milioni di carati lavorati ogni anno, corrispondenti a un valore di circa 1,5 miliardi di dollari.
c.r.
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