Cina: in vista del nuovo assetto post-primo gennaio, le aziende dell’abbigliamento si organizzano

Le società cinesi attive nel settore abbigliamento, in particolare quelle ubicate in zone nevralgiche come i dintorni di Guangdong, Shandong, Shanghai, Pechino e Jiangsu, stanno espandendo la propria capacità produttiva in vista dell’eliminazione delle quote.
Dopo il primo gennaio, infatti, le esportazioni del Paese verso l’Europa e gli States sono con ogni probabilità destinate a crescere, mentre le importazioni caleranno. Di conseguenza, secondo la ricerca “Summer Garment 2005 Buying Season”, condotta dalla business media company Global Sources, il 91% delle aziende cinesi dell’abbigliamento estenderanno la capacità produttiva entro l’estate 2005, in modo da non trovarsi impreparate di fronte all’aumento degli ordini.
L’indagine è stata realizzata attraverso 205 interviste: il 92% degli interpellati prevede un’impennata nelle vendite soprattutto dalla prossima stagione calda, un progresso quantificabile in oltre un 10% per il 60% dei componenti del panel, mentre il 24% si aspetta che le vendite avanzino addirittura di oltre il 25%.
Più della metà degli imprenditori coinvolti nello studio di Global Sources conta di rafforzare la capacità produttiva attraverso nuove assunzioni, l’acquisto di macchinari e la costruzione di impianti. Per il 75%, il mercato di sbocco “post-quote” per eccellenza sarà l’Europa, ma gli Usa sono da tenere d’occhio per il 68%, che ritiene questo grande territorio ricco di future potenzialità. Intanto, in India le principali società del tessile-abbigliamento si stanno a propria volta preparando alla svolta del primo gennaio, attraverso l’espansione della forza lavoro, che potrebbe crescere anche del 15 o 20% entro il 2005.
fi
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