Citizens of Humanity: scommette sul menswear e apre una filiale in Italia

Citizens of Humanity, brand californiano sotto l’egida creativa di Jerom Dahan e, dal 2007, di Adriano Goldschmied, ha debuttato a Pitti Uomo con una collezione maschile dalla nuova identità. La denimwear company americana ha appena preso le redini del mercato italiano costituendo una filiale a Milano in via Morimondo, sotto la direzione di Tommaso Pezzato. Nel futuro del brand, la crescita all’estero e la creazione di uno store monomarca.
Tanti progetti nuovi per il marchio californiano Citizens of Humanity, tutti riconducibili a un unico obiettivo: ampliare la distribuzione a livello globale. “Scommettiamo sull’evoluzione nei mercati stranieri, oltre che in quello statunintese, al momento il nostro principale sbocco”, spiega a fashionmagazine.it Adriano Goldschmied, entrato nel 2007 nella maison del denimwear dopo aver venduto a questa l’etichetta di jeans premium Goldsign, che tuttora disegna. Oggi è il geniale stilista italiano a occuparsi del menswear di Citizens oh Humanity che, per la parte donna, è curato da Jerome Dahan, suo fondatore nel 2003.
“Ho cercato di dare una identità forte alla parte uomo, in modo da farla vivere autonomamente rispetto al womenswear, che fino a oggi è stata la forza trainante di questa label – prosegue Goldschmied -. Oggi presentiamo a Pitti Uomo una linea dedicata a un consumatore professionista, indipendente, amante dell’estetica, dei buoni materiali e dei lavaggi accurati. Un prodotto che comunica sicurezza anche a livello visivo e che va in vendita a prezzi che partono dai 200 per arrivare ai 300 euro".
Ora che la donna Citizens of Humanity ha un degno compagno, è tempo di crescere nei mercati stranieri. Ecco il perché della creazione della filiale milanese in via Morimondo, in seguito alla cessazione del rapporto con il distributore Ganja. Qui avranno sede la showroom e la direzione generale. “Oggi l’Europa, Italia compresa, copre il 20% del fatturato, ma la previsione è di raddoppiare i volumi di vendita nell’arco di due anni”, chiarisce Tommaso Pezzato. Per raggiungere tale obiettivo si investe sul fronte della comunicazione e si punta alla presenza nelle fiere di settore, Cpd di Düsseldorf oltre a Pitti Uomo.
Attualmente Citizens of Humanity - che ha nel suo capitale varie partecipazioni, fra cui quelle di Dahan e Goldschmied e quella prioritaria del fondo statunitense Berkshire Partners - fattura oltre 100 milioni di dollari con le varie linee, compresa Goldsign. È venduta in oltre 35 Paesi che includono, oltre all’Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Scandinavia per l’Europa e poi Russia, Stati Uniti, Canada e Giappone. “L’obiettivo - conferma Goldschmied - è crescere anche nei mercati emergenti, Cina, India, Middle East, dove siamo già presenti ma in fase embrionale".
Quale la grande scommessa per il futuro? “Stiamo pensando all’apertura di un primo monomarca, probabilmente in Giappone – rivela Goldschmied -. Forse entro un paio di anni”. D’altra parte, si tratta di una tappa importante per affrontare territori come la Cina, dove è imprescindibile operare tramite insegne monogriffe. Ciò renderà necessario ampliare gli orizzonti della collezione, oggi composta al 75% da capi in denim. “In futuro ci saranno anche altri prodotti – conclude Goldschmied -. Ma non sarà un total look, bensì si tratterà di una serie di monoprodotti”.
c.me.
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