Città Studi Biella: il punto sul “made in” e 50 idee per innovare il tessile

Presentato ieri a Milano il report "Idee Tessili", curato da Città Studi Biella, che raccoglie 50 spunti per "contribuire al riposizionamento competitivo delle aziende tessili". L'appuntamento è stato l'occasione per parlare di "made in" con gli onorevoli in prima linea sul discusso tema al Parlamento europeo.
La legge Reguzzoni-Versace (vedi fashionmagazine.it del 18 marzo), che dovrebbe essere esaminata nei prossimi giorni in sede Ue (il rischio è che risulti incompatibile con il diritto comunitario, in particolare a livello di codice doganale), ha “aperto una prima porta”, come ha spiegato l'europarlamentare Lara Comi, ma quella del “made in” non può essere “una battaglia solo italiana”. Allo stato attuale, la proposta di regolamento del 2005 sull'obbligatorietà dell'indicazione di provenienza per i prodotti che arrivano dai Paesi extra Ue vede il consenso del Parlamento europeo ma è bloccata in Consiglio. Su proposta di Comi, sono stati di recente approvati dalla commissione Mercato Interno del Parlamento europeo, alcuni emendamenti relativi al tessile-abbigliamento realizzato in Europa che prevedono, tra gli altri, l'indicazione facoltativa dello stato membro d'origine del prodotto sia nel caso in cui abbia avuto due fasi di lavorazione su quattro nello stesso Paese, sia quando tutte le fasi sono state realizzate nello stesso Stato (in questo caso si tratta di “100% made in”). Parlando in concreto di etichette, tra le ipotesi c'è quella di indicare in una label informazioni fondamentali come taglia, provenienza e materiali. Una seconda dovrebbe riportare un codice che, se letto da appositi lettori (o inserito in una sezione di un sito internet ad hoc), fornisce una serie di informazioni dettagliate sul capo, come una sorta di carta d'identità.
L'onorevole Cristiana Muscardini ha ricordato che a tutt'oggi il regolamento continua a essere ostacolato da alcuni Paesi del Nord Europa, Germania in testa, che intendono proteggere la lobby della grande distribuzione. Tuttavia, con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, è auspicabile che il Parlamento europeo non arrivi a uno scontro con il Consiglio, di cui è divenuto interlocutore diretto. “Dopo il voto favorevole del Parlamento speriamo che si arrivi a una mediazione che faccia approvare il regolamento in tempi brevi”, ha affermato, spiegando che in settembre scade il termine di presentazione degli emendamenti. Muscardini ha discusso anche di temi caldi come la reciprocità nelle regole, di fatto inesistente anche all'interno della stessa Europa, e la sicurezza per tutelare la salute dei consumatori.
In chiusura il deputato Gianluca Susta ha parlato anche di lotta alla contraffazione e di difesa della proprietà intellettuale: battaglie fondamentali soprattutto per l'Italia, vista l'alta capacità di innovazione che la contraddistingue.
A tal proposito, 50 spunti per innovare e differenziarsi vengono suggeriti nel volume “Idee Tessili” presentato ieri da Città Studi Biella (struttura controllata dalla Fondazione Cassa di risparmio di Biella), che spazia dai tessili tecnici alle nuove tecnologie, fino alle applicazioni oltre la moda.
e.f.
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