Città della Moda: al via nel 2005 le attività del polo culturale

L’avvio dei primi lavori della futura Città della Moda nell’area Garibaldi-Repubblica è fissato per l’inizio del 2005 (per arrivare a compimento nel 2009), ma già con l’autunno dello stesso anno – come ha annunciato ieri a Palazzo Marino il sindaco di Milano e presidente della Fondazione Città della Moda Gabriele Albertini – saranno attivi il progetto di Alta Formazione e il Modam, il nuovo museo della moda.
“Sono due attività – ha commentato il primo cittadino – destinate a dare dinamismo ed energia all’intera impresa e a costituirne l’aspetto più vitale: il motore che spinge in avanti tutto il sistema avviato e il frutto di quella sinergia tra pubblico e privato che a Milano sta facendo miracoli”.
Il centro di Alta Formazione nasce dalla collaborazione di tre atenei, ciascuno dei quali collaborerà al piano didattico per attirare nel polo milanese i futuri manager – soprattutto stranieri, ma non solo - del settore fashion: la Bocconi per le discipline economiche-gestionali, la Cattolica per quelle socio-comunicative e il Politecnico per gli aspetti progettuali. I corsi (otto master in tutto, universitari e di aggiornamento) inizieranno in via provvisoria a Palazzo Clerici e si avvarranno del contributo delle imprese private, con l’offerta di stage per gli studenti, e delle associazioni, come la Camera della Moda.
Ai margini del grande parco che sorgerà al centro dell’area troverà spazio anche il Modam, un centro di esposizione e ricerca che si farà portavoce del patrimonio del Made in Italy attraverso i linguaggi della creatività contemporanea, con spazi dedicati alla fotografia, alla comunicazione, alla pubblicità e all’arte. Il museo della moda, le cui attività inizieranno provvisoriamente alla Triennale, verrà finanziato (come il progetto formativo) con 20 milioni di euro messi a disposizione dal Comune, derivanti dagli oneri di urbanizzazione dell’area, ma si spera giungano anche i fondi dal Ministero, che verranno chiesti quando il progetto di legge Santanché per la rete museale della moda italiana completerà il suo iter parlamentare.
“È prematuro sostenere che Milano avrà due musei della moda, ma la competizione è fruttifera – ha chiarito a questo proposito Beatrice Trussardi, vicepresidente della Fondazione della Città della Moda (ente che si occupa del lato no profit del progetto) -. Il nostro sarà un museo sperimentale, un’iniziativa complementare e non alternativa a quella del progetto di legge”. “Comunque – ha concluso – nel caso di idee diverse, si creerà una partnership”.
a.t.
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