Classifica tessile-abbigliamento: Italia leader con piccoli colossi

Nella classifica elaborata da Euratex sulle principali società mondiali del settore nel 2000 dominano le aziende Usa e giapponesi. L'Italia si conferma leader in Europa per fatturato complessivo, pur mantenendo una struttura tra le più frazionate. L'analisi presentata dall'organizzazione delle industrie europee del tessile abbigliamento ha considerato oltre 1.300 società, di cui 822 del ramo tessile e 532 del comparto abbigliamento, ed è stata realizzata con il contributo del settimanale tedesco "TextilWirtschaft". Tra i punti chiave dello studio, oltre al ruolo dominante in termini di fatturato dell'industria statunitense e di quella giapponese in entrambi i segmenti considerati, emerge la leadership italiana in Europa, ma anche un tasso di frammentazione ancora elevatissimo delle aziende del made in Italy.

Nel comparto tessile, l'Italia nel 2000 ha piazzato nella classifica 75 aziende con un giro d'affari complessivo di 13.857 milioni di euro, pari a 185 milioni di fatturato medio, registrando una crescita del 14,2% rispetto al '99. Meglio hanno fatto Usa (oltre 51 mila milioni di euro di ricavi) e Giappone (30 mila milioni). In Europa le performance globali dell'Italia non hanno rivali e battono nell'ordine la Germania (10.452 milioni di euro fatturati, in progresso del 6,1%), la Francia (9.796, +7,4%), il Regno Unito (6.876, +13,3%) e la Spagna (1.830, +12,5%). In termini dimensionali, l'Europa registra soltanto due aziende tra i principali venti gruppi mondiali (contro le 10 e le 5 di Usa e Giappone), otto tra i primi cinquanta. Un frazionamento particolarmente evidente in Italia, dove le prime 15 aziende per fatturato coprono appena il 22% del giro d'affari totale delle società considerate, contro una media superiore al 50% degli altri Paesi leader. Nella lista dei primi venti gruppi europei del 2000 la ricerca di Euratex indica cinque gruppi italiani, di cui i primi tre attivi anche nel settore abbigliamento: Marzotto (secondo in Europa, ventunesimo nel mondo), Miroglio (nono e cinquantatreesimo), Ermenegildo Zegna (dodicesimo e sessantaquattresimo), Gruppo Bonazzi (diciottesimo e ottantatreesimo) e Zucchi (ventesimo e novantacinquesimo).

Nel comparto abbigliamento l'Italia si conferma leader per le società in classifica (70) e migliora addirittura le posizioni per quanto riguarda il giro d'affari generale. Nel 2000 le nostre maggiori aziende hanno fatturato 20.721 milioni di euro, in crescita del 12%, dietro soltanto agli Usa (61.790 milioni di euro, +21,7%) e davanti a Germania (17.238, +5,4%), Giappone (16.154, +12,5%), Francia (10.306 +19,4%) e Spagna (5.983, +20,4%). Il fatturato medio italiano nell'abbigliamento è di 296 milioni di euro, molto distante da quello Usa e del Giappone che girano attorno al miliardo di euro, ma in linea con gli altri competitor (le nostre prime 15 società arrivano a coprire più o meno la metà del fatturato di tutte le aziende considerate). E, infatti, l'Europa piazza cinque nomi nei primi venti al mondo, e di questi due sono del nostro Paese. Tra i primi venti gruppi del Vecchio continente, nel 2000 l'Italia ha visto: Hdp (prima in Europa, sesta nel mondo), Benetton (quinta e diciassettesima), Marzotto (sesta e ventottesima), Armani (settima e trentunesima), Max Mara (ottava e trentaduesima) e Ferragamo (ventesima e cinquantottesima).
l.t.

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