Cna Federmoda: giusti i provvedimenti del Governo, ma attenzione a chi rema contro

Dopo che, il 9 luglio, il Senato ha approvato un decreto legge che comprende un articolo (il numero 17) a tutela del made in Italy, Cna Federmoda sottolinea l'importanza di questa presa di posizione da parte del Governo. Ma mette in guardia contro i possibili "incidenti di percorso".
Il comma 4 dell'articolo 17 del Ddl 1195 Ter/B prevede il divieto "dell'uso di marchi di aziende italiane su prodotti e merci non originari dell'Italia, ai sensi della normativa europea sull'origine senza l'indicazione precisa in caratteri evidenti del loro Paese e del luogo di fabbricazione o di produzione o di altra indicazione sufficiente a evitare qualsiasi errore sulla loro effettiva origine estera". "L'atto del Parlamento va nella direzione da noi auspicata" commenta Antonio Franceschini, responsabile nazionale di Cna Federmoda, che rappresenta soprattutto le piccole e medie imprese, spina dorsale della nostra produzione, anche e soprattutto quando si parla di tessile-abbigliamento.
Secondo Franceschini, finalmente è stato dato un forte segnale politico, "ma ora sono in corso tentativi di sospensione della norma - precisa -. Le motivazioni apportate sostengono che una iniziativa del genere debba essere di esclusiva competenza europea". Cna ha ribadito nei giorni scorsi alla X Commissione alle Attività Produttive del Senato e della Camera il proprio parere positivo, auspicando che non venga lasciato spazio a fraintendimenti, "questione che è al centro delle nostre azioni politiche a sostegno del made in Italy".
a.b.
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