Cna Federmoda ospita una delegazione brasiliana e lotta contro la contraffazione

Nelle giornate di oggi e domani Cna Federmoda e alcune imprese associate della regione Emilia Romagna ospitano a Bologna una delegazione di 14 brasiliani, tra operatori commerciali e rappresentanti istituzionali. Il gruppo è arrivato dalla città di Cianorte, nello stato del Paraná. Intanto Antonio Franceschini, responsabile nazionale di Cna Federmoda, ha incontrato a Roma la commissione parlamentare d'inchiesta sulla contraffazione.
L'incontro bolognese costituisce la seconda tappa del piano di promozione della filiera moda emiliano-romagnola sul suolo carioca che, avviato da Cna Federmoda nel 2009, si concluderà nel giugno del 2013. Due giorni densi di iniziative e incontri b2b, che si chiuderanno domani alle 18 nella sede del Cna di Bologna (viale Aldo Moro 22) con un convegno dal titolo "Opportunità di sviluppo per le Pmi bolognesi nei mercati internazionali - Quick focus sul Brasile".
La città di Cianorte è nota per l'alta vocazione tessile delle sue aziende, specializzate nel denim. Il comune produce, infatti, circa il 20% delle confezioni di jeans "made in Brazil" ed è inoltre sede di Expovest, una delle fiere del fashion più importanti nella terra del Pan di Zucchero. Non solo: sede universitaria, offre due corsi di laurea dedicati al settore moda.
A maggio prossimo sarà la volta invece della missione italiana nella repubblica federale sudamericana, mentre a luglio si torna nel Belpaese per Riccione Moda Italia 2012 e, infine, in autunno il progetto volerà di nuovo oltreoceano per un'ulteriore missione.
Ma la giornata odierna ha rappresentato un altro momento significativo per Cna Federmoda: infatti, il responsabile nazionale Antonio Franceschini è volato a Roma, in occasione di un'audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria commerciale. Come ha sottolineato Franceschini, i falsi non danneggiano solo i prodotti copiati, ma anche i "non marchiati", generando una concorrenza economica scorretta. Un altro fattore che penalizza soprattutto il made in Italy è la contraffazione del marchio di origine o dell'indicazione geografica della provenienza delle merci, "soprattutto nelle esportazioni, perché alle lavorazioni italiane viene riconosciuto dai mercati un valore aggiunto". Secondo fonti Indicam, Wto e Ocse, il giro d'affari relativo alle vendite di merci non originali si aggira nel nostro Paese sui 7 miliardi di euro, il 50% dei quali nei settori tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature. Nel mondo, entro il 2015, il comparto falsi costerà alla comunità circa 1.700 miliardi di dollari.
Per questo l'appello di Cna Federmoda è "senza se e senza ma": le istituzioni devono compiere "una forte e continua azione di sensibilizzazione del consumatore, partendo specialmente dai giovani".
c.le.
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