Coin: la famiglia cede il 62,9% al fondo Pai

I grandi magazzini Coin, quotati a Piazza Affari, passano di mano. La firma è arrivata venerdì scorso. La famiglia cederà il 62,9% del capitale, custodito nella finanziaria FinCoin, a Canaletto Investimenti, società controllata indirettamente dal fondo di private equity Pai, per 2,17 euro ad azione, per un totale di 181 milioni. A operazione completata Pai lancerà un'Opa obbligatoria totalitaria al prezzo di 2,41974 euro ad azione.
I Coin non escono tuttavia di scena: parte del ricavato della vendita servirà a ripianare il debito di FinCoin, permettendo di “riscattare” la quota di azioni ancora in pegno alle banche creditrici; una parte verrà invece reinvestita per comprare il 45% di Canaletto. Con l’obiettivo, già manifestato in passato, di rientrare in possesso del pacchetto di maggioranza del gruppo risanato, quando Pai uscirà dal capitale.
Il gruppo ha chiuso il 2003 con 196,4 milioni di perdite nette, a fronte di 1,2 miliardi di ricavi. Per il 2004 (l'esercizio si è chiuso il 31 gennaio 2005) si attende ancora un risultato operativo in rosso, sebbene in miglioramento. Anche se le vendite soffrono, soprattutto nei 50 grandi magazzini a insegna Coin. Mentre va meglio Oviesse, la catena di 250 negozi attiva nell’abbigliamento di fascia medio-bassa.
L'ingresso di un partner di maggioranza con spalle finanziarie larghe e un nuovo management dà linfa all'azienda, fondata nel 1916 da Vittorio Coin e sbarcata a Piazza Affari nel giugno 1999. Sono state prima la lite tra Vittorio e Piergiorgio, con l' estromissione di quest'ultimo dall'azienda, poi l'acquisizione fallimentare di Kaufhalle in Germania nell'estate del 2000 a compromettere la solidità del gruppo.
e.a.
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