Competitività del tessile europeo: innovazione e creatività in una tavola rotonda a Cannes

Creatività, innovazione, qualità, sostenibilità, design. E anche funzione. Sono questi i pilastri della competitività del tessile europeo sui mercati planetari del presente e del futuro. Se ne è parlato oggi a Cannes nel corso di una tavola rotonda ospitata da MarediModa.
Un momento di riflessione sulle potenzialità del sistema tessile del Vecchio Continente ma anche un invito corale all’ottimismo. “Le difficoltà del momento sono sotto gli occhi di tutti - ha detto in apertura il moderatore Felice Fava, giornalista economico del Corriere della Sera – eppure l’esperienza ci insegna che è proprio nei periodi di crisi che si moltiplicano gli sforzi per cambiare direzione e per proporre al mercato qualcosa di veramente nuovo”.
La recessione spinge ad aguzzare l’ingegno. Ma non ancora abbastanza, secondo David Shah, trendmaker nonché direttore ed editore di Textile View Magazine, tra i relatori. Shah ha in effetti puntato il dito contro l’industria tessile, a parer suo non ancora impegnata a dovere nella ricerca, che va accompagnata con maggior decisione sulla strada della sostenibilità, del design puro, della bellezza, della sorpresa.
Competitività, per Manuela Viel, direttore generale di Assosport, è lo sforzo delle imprese a unire le proprie competenze per rispondere alle esigenze dei consumatori. Ed è calzante l’esempio di 4T (Technology Textile Trend Team), un consorzio di aziende che nell’ambito dell’abbigliamento sportivo sta mettendo con successo a punto prodotti hi-tech. "Essere competitivi – ha aggiunto Viel – vuol dire pure individuare segmenti di mercato ancora poco esplorati. C’è grande bisogno, per esempio, di capi tecnici per la pratica sportiva dedicati specificamente agli obesi, ai diabetici, ai malati di cuore”.
“Il team 4T – ha ribadito nell’intervento successivo Massimo Baroni, presidente di Unoart e rappresentante del consorzio – sta lavorando proprio per indicare le possibili applicazioni dei materiali più innovativi”. Secondo le ipotesi più concrete il costume da bagno di domani, per esempio, potrebbe asciugarsi istantaneamente, assorbire il sudore, evitare arrossamenti da sfregamento, eliminare cuciture approfittando di membrane ceramiche, laser e termosaldature. Certo è che fin da questo momento il beachwear può contare su un alleato come Dow Xla, l’elastolefin che mantiene invariati per mille ore d’utilizzo l’elasticità, la forma, il colore dei capi grazie a una garantita resistenza al cloro, al sudore, alle creme solare e ai raggi ultravioletti. Lo ha ricordato Michel Caillibotte, global brand marketing manager dei comparti swimwear e activewear di Dow Fiber Solution, sottolineando che la piattaforma proposta può prestarsi anche ad applicazioni estreme, che l’utilizzo della fibra può essere migliorato e che l’innovazione ricadere a cascata su tutta la filiera.
La creatività è un concetto che va al di là dell’intuizione individuale, ha fatto presente Edith Keller, presidente di Groupe Carlin International, ma è spesso frutto di una concertazione collettiva, di un confronto e un’associazione di idee. Trova le sue leve principali nella curiosità, nella spontaneità, nel parodosso, nel superamento della logica; mentre i freni sono nel conformismo, nella paura del fallimento, nella scarsa fiducia in se stessi, nella mancanza di volontà di passare i limiti assumendosene i rischi: “In periodi di crisi solo chi avrà rischiato rimarrà in gioco”.
m.b.
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