Confindustria: lusso abbordabile più penalizzato dalla crisi

Una ricerca appena pubblicata dal Centro Studi Confindustria sugli scenari economici vede l' "affordable luxury" tra i settori del made in Italy più esposti alla crisi finanziaria globale, perché dipendente dalla domanda delle famiglie a reddito medio-alto dei Paesi avanzati ed emergenti.
Nel 2007 il lusso abbordabile ha totalizzato in Italia 33,2 miliardi di euro di fatturato: 21,5 miliardi riguardano il tessile-abbigliamento, 2,4 miliardi le calzature e 9,3 miliardi l'arredamento, che insieme sono i tre settori più rappresentativi di questa declinazione del luxury sector. Questi valori sommati rappresentano quasi il 40% del giro d'affari totale dei tre business del made in Italy. I ricercatori di Confindustria rilevano tuttavia che nei primi nove mesi del 2008 la terna ha subito, complessivamente, minori ricavi per 2,5 miliardi, in gran parte riconducibili proprio al lusso accessibile. La contrazione è stata del 2,7% nel vestiario, dell'1,6% nelle scarpe e del 4,1% nell'arredo casa, mentre lo scorso anno erano tutti in crescita.
Secondo l'associazione degli industriali è dunque a rischio una quota rilevante del Pil nazionale: incrociando il peso del lusso abbordabile nei tre settori con la rilevanza degli stessi nell'economia nazionale si tratta dell'1% del Prodotto interno lordo (in termini di valore aggiunto si parla invece del 2,5% del Pil).
e.f.
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