Congiuntura: indicazioni in chiaroscuro dagli States

La fiducia dei consumatori Usa è in ripresa, come informa in questi giorni l’Istituto per il commercio estero (Ice) di New York, ma le vendite al dettaglio restano deboli principalmente nei department store, con l'eccezione dell’hi-tech. Il tasso di disoccupazione, che risente anche della crisi del tessile-abbigliamento, si mantiene a livelli elevati, ma il 2004 dovrebbe essere l’anno della piena ripresa.
L’indice di fiducia di gennaio elaborato dall'Università del Michigan è salito, per la precisione, a 103,2 dal 92,6 del mese precedente, realizzando l'incremento più ampio dal novembre del ‘92. L’exploit viene messo in relazione, da alcuni esperti, con la Borsa americana che, considerando gli ultimi mesi del 2003 e l’inizio del 2004, ha realizzato un recupero del 15%. “Ciò ha consentito ai nuclei familiari (ben il 52% investe in azioni), particolarmente colpiti dalla crisi a cavallo fra il 2000 e il 2002, di recuperare quel potere d'acquisto perduto nel periodo più grave della crisi congiunturale”, spiegano gli analisti.
Deludenti, invece, le vendite al dettaglio rese note dal Dipartimento del Commercio, che hanno evidenziato un incremento dello 0,5% lo scorso mese di dicembre, mentre erano attese in crescita dello 0,9% dal +1,2% a novembre. Gli analisti hanno correlato queste performance alle incertezze sul fronte occupazione: nella settimana chiusa il 9 dicembre le richieste di sussidi di disoccupazione sono calate, ma si mantengono su livelli ancora elevati e, secondo stime, destinati a restare tali anche nell’immediato futuro.
Più in generale gli economisti sostengono che l’attuale crescita economica non è sostenuta da nuova occupazione (il tasso di disoccupazione attuale è del 5,7%). A questo proposito vale la pena ricordare che, in base ai dati dell’American Textile Manufacturers Institute (Atmi), il 2003 si è concluso con un calo degli occupati nell’industria del tessile-abbigliamento del 10%, pari a una perdita di 50 mila posti di lavoro rispetto al 2002.
Tuttavia la quasi totalità degli analisti finanziari ed economici, ma anche degli imprenditori e giornalisti specializzati è pronta a scommettere che il 2004 sarà l’anno della piena ripresa negli Stati Uniti, come riferiscono dall’Ice di New York, che vede il “minidollaro” come un’opportunità per il Sistema Italia in termini di maggiore presenza diretta, di controllo delle reti distributive e di investimenti diretti in imprese locali.
Secondo i più recenti sondaggi, nell’anno delle presidenziali il Pil potrebbe mettere a segno un +4%, la disoccupazione dovrebbe scendere sotto il 5% e l’inflazione è stimata attorno all’1-1,5%. Resta problematico, invece, il livello dei deficit gemelli, vale a dire quello del bilancio pubblico e quello della bilancia commerciale.
e.f.
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