Convegno Anci: il punto su un anno difficile

Il 2003 è stato uno degli anni più difficili per l’industria calzaturiera italiana. Lo ha ricordato oggi Rossano Soldini, presidente dell’Anci, in occasione dell’assemblea ordinaria, svoltasi a Milano, presso la Fondazione Edison. Sono intervenuti anche il viceministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso, il vicepresidente della Fondazione Edison, Marco Fortis, e il vicepresidente di Confindustria, Giandomenico Auricchio.
Nel 2003 l’Italia ha prodotto 303,4 milioni di paia di scarpe (-9,5% rispetto all’anno precedente), per un valore di 7.582 milioni di euro (-7,2%). "L’export è sceso del 7,7% in quantità e del 6,8% in valore, con un prezzo medio pari al +0,9% che registra una crescita molto contenuta e, quindi, con un conseguente impoverimento delle risorse aziendali - ha detto Soldini - I primi quattro mercati di sbocco mostrano tutti segni negativi: Germania -2,7% in volume, Francia -2,6%, Stati Uniti -16,3%, Regno Unito -13,3%. Mai negli ultimi 25 anni le esportazioni erano scese in quantità ad un livello così basso".
"L’import, invece, ha fatto registrare l’ennesimo record - ha proseguito il presidente dell’Anci -. Nel 2003 sono entrati in Italia 269 milioni di paia di calzature (+19,6%), per un valore di circa 2.432 milioni di euro (+8,4%). Il prezzo medio al paio è sceso del 9,3%, a testimonianza dell’accresciuta aggressività dei concorrenti esteri". "La situazione di mercato resta critica anche in proiezione futura: nei primi due mesi del 2004 l’export di calzature made in Italy, pur registrando un rallentamento nella caduta, ha subìto una flessione dell’1,4% in quantità rispetto al primo bimestre 2003, già molto negativo, segnando un lieve aumento in valore (+1,4%) - ha affermato Soldini -. L’import è invece cresciuto di ben il 21,4% in volume, con un calo dell’1,3% in valore: nei primi due mesi del 2004 le quantità importate (64,6 milioni di paia) hanno superato i volumi esportati (54,6 milioni di paia)".
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