Convegno Anci: l’industria della calzatura si prepara a nuove sfide

Dal convegno organizzato il 15 e 16 novembre in Toscana dall’associazione di categoria emerge un quadro chiaroscurale: da un lato, l’industria calzaturiera deve fare i conti con le conseguenze di un 2002 da dimenticare; dall’altro, il prodotto italiano è più che mai vincente per qualità e design. Ma deve guardarsi da competitor internazionali sempre più agguerriti.
"Un anno fa gli esperti avevano prefigurato un 2002 negativo per l’industria calzaturiera italiana e così è stato. Come pure il primo semestre del 2003 sarà all’insegna della non crescita per il comparto. Ma siamo alla vigilia svolte epocali e da questo convegno scaturiscono numerosi spunti di riflessione per il futuro": con queste parole Antonio Brotini, presidente dell’Anci, ha concluso i lavori del meeting "Calzature di qualità da imprese di qualità: coniugare talento artigianale con efficienza gestionale", organizzato dall’associazione dei calzaturieri italiani a Pratolino, nel Mugello, il 15 e 16 novembre scorsi. Hanno partecipato un centinaio di imprenditori del settore e una dozzina di relatori di alto livello, da Pier Luigi Celli (Unicredit) a Renato Ricci (Gucci) e Beppe Modenese (Camera della Moda), da Salvo Testa (Sda Bocconi) a Gaetano Marzotto e Raffaello Napoleone (Pitti Immagine), per citarne alcuni.
L’industria calzaturiera italiana nel suo complesso soffre, ma sta tornando nel consumatore finale l’attenzione al prodotto, alla qualità e alla cura con cui viene realizzato. Ne beneficia perciò il made in Italy, che tuttavia deve adeguarsi ai tempi. Il che significa valutare costi e benefici della delocalizzazione produttiva e le opportunità dell’internazionalizzazione, come ha sottolineato il viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso; ma anche puntare all’integrazione tra aziende calzaturiere, come quella realizzata dal Gruppo Armani nel giro di pochi mesi per entrare in questo mercato. Un occhio particolare è stato dato dal convegno fiorentino alla distribuzione, uno dei fattori di successo sul breve-medio termine. Sono state tra l’altro analizzate due case history particolarmente interessanti, quella di Maska (Gruppo Fin.part) e quella di Yoox.com, portale “business to consumer” nel cui volume d’affari le calzature incidono per il 26%.
a.m.
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