Convegno Anci: non solo difficoltà per l'industria calzaturiera

Il 2009 rischia di essere un anno davvero duro per i calzaturieri italiani, impegnati a fronteggiare una crisi congiunturale senza precedenti, che colpisce tutti i mercati maturi. Ma nel medio termine non mancano le opportunità di crescita in nuove aree o nuovi segmenti, dall’India alla Cina, dal Brasile al Giappone.
Questo, in sintesi, quanto emerso dal convegno annuale organizzato dall’Anci sabato 15 novembre a Lucca. "Nel 2008 il volume d’affari mondiale della calzatura, stimato in 160 miliardi di euro, crescerà di appena lo 0,8%, ma i mercati emergenti si confermano in una fase di sviluppo - ha detto Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company Italy, che ha curato lo studio commissionato da Anci per il meeting toscano -. L’Italia vanta quasi 7 miliardi di euro di export: il 2009 sarà un punto di domanda, ma è prevedibile per i prossimi anni un incremento su alcuni mercati e su alcune fasce di prodotto, come quella del lusso, dove i nostri calzaturifici detengono già una quota del 70% su scala globale". "In Giappone, poi, sta maturando una generazione teen-ager fuori dagli schemi e lontana dai marchi tradizionali - ha concluso D'Arpizio - che tra dieci anni rivoluzionerà il modo di vendere scarpe su quel mercato".
Vito Artioli, presidente dell’associazione nazionale dei calzaturieri, ha poi ricordato che l'analisi stilata da Bain "è perfettamente in linea con le scelte strategiche dell’Anci" e ha introdotto un’interessante tavola rotonda, dove si sono confrontati importanti attori del settore calzaturiero, analizzandolo da punti di vista differenti. "Saranno decisivi i primi tre-quattro mesi del nuovo anno per rispondere a una crisi che si farà sentire con forza - ha ricordato Massimo Barzaghi, direttore generale di Salvatore Ferragamo -. Per noi sarà da un lato più facile controllarla grazie ai 540 negozi monomarca ma, dall’altro, più difficile, perché abbiamo sempre avuto flussi di produzione e di vendite sostenuti".
Fabio Fusco, cfo di Bally, ha riconosciuto che i primi mesi del 2009 saranno vissuti in apnea "ma potranno anche essere divertenti, perché si apriranno inevitabilmente delle opportunità e nuovi spazi lasciati da chi non riuscirà a reggere questa crisi". Una ricetta per uscirne indenni? Tutti i partecipanti alla tavola rotonda hanno concordato sulla necessità assoluta di prestare sempre maggiore attenzione al cliente, sia quello trade sia ovviamente il consumatore finale. Come? "Facendoli sognare con un paio di scarpe e dedicando risorse alla comunicazione su Internet, cui oggi tutti accedono molto facilmente", ha suggerito il fashion designer Diego Dolcini.
a.m.
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