Convegno Anci: per le calzature la ripresa è ancora lontana

La vera ripresa nel settore calzaturiero non la si vedrà prima del 2013 e soprattutto all’inizio del prossimo anno, almeno fino a marzo, proseguirà la crisi economica in atto, allentata solo parzialmente da una leggera ripresa degli ordinativi, che però è già rientrata. È quanto emerso dall’annuale convegno organizzato dall’Anci, svoltosi sabato alla Fiera di Rimini.
“I driver di crescita da oggi al 2013 saranno diversificati – ha ricordato Paola Leoni di Corporate Value Associates -. Si verificheranno vari fenomeni, dallo sviluppo del segmento delle donne che lavorano fino alla crescita a volume del mercato delle scarpe, guidata dall’aumento delle importazioni a basso costo, passando per il fenomeno della fast fashion, ma anche per le nuove potenzialità nell’area degli ultraricchi. Il culmine sarà la tanto attesa ripresa economica, che garantirà maggiori opportunità di acquisto”.
Oggi, tuttavia, nonostante le rassicurazioni del presidente di Anci Vito Artioli e il suo entusiasmo ribadito a gran voce a una platea composta da oltre un centinaio di imprenditori calzaturieri e addetti ai lavori, l’industria italiana delle scarpe deve fare i conti con un 2009 nero. Il made in Italy calzaturiero, infatti, ha perso su tutti i cinque mercati presi come riferimento dalla ricerca presentata in occasione del meeting, tre dei quali tradizionali (Stati Uniti, Germania e Francia) e due emergenti (Russia e Cina). Inoltre, tranne che nei negozi transalpini, il calo è stato ampiamente maggiore rispetto alla media delle esportazioni di scarpe in quelle aree. Esiste, dunque, una ricetta per cercare di anticipare le dinamiche di domani? “Siate strabici – ha suggerito Paola Leoni ai calzaturieri in congresso a Rimini –. Gestite la finanza oggi, pensando al futuro”.
a.m.
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