Convegno Cncc: il Mezzogiorno cresce, ma deve fare i conti con la crisi

Sul Mezzogiorno vale la pena di investire. Purtroppo, adesso anche il settore dei centri commerciali è fortemente penalizzato dalla stretta creditizia in atto. Dal convegno istituzionale del Cncc giunge comunque un messaggio di ottimismo: l’inevitabile selezione causata dalla crisi porterà a una maggiore qualità di progetti e operatori.
Pietro Malaspina, a.d. di Sierra Developments Italy e presidente del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, ha aperto il secondo convegno istituzionale del Cncc dedicato al Sud Italia e alla sua centralità negli scenari del mercato (vedi fashionmagazine.it del 22 ottobre) con parole di fiducia, pur sottolineando le difficoltà del momento.
Il suo imperativo per affrontare la situazione è selettività. “Dobbiamo diventare più bravi, avere più coraggio a rinunciare a progetti che non soddisfano pienamente e riuscire a convincere le autorità su quanto sia indispensabile costruire gli shopping center dove è possibile realizzarli e non in un luogo imposto dalla legge”, ha detto il manager all’affollata e attenta platea di addetti ai lavori, riunitasi nel centro commerciale Due Mari di Maida (Cz), fiore all’occhiello del retail moderno calabrese.
Una scelta, quella della location del meeting - il primo organizzato dal Cncc nel Meridione - volta a evidenziare come si possibile dare vita anche in questa parte dell’Italia a strutture di indiscusso rilievo. “Il Due Mari - ha confermato Carmen Chieregato, a.d. di Cogest Italia e presidente di Mall System, società che rispettivamente gestiscono e commercializzano il complesso di proprietà dell'Immobiliare Due Mari dei F.lli Perri - è un centro di enormi potenzialità e grande attrattiva, in special modo dopo l’inaugurazione della seconda fase di ampliamento che ha portato il numero dei negozi a quota 110”.
Certo è che lo sviluppo in atto negli ultimi anni in Italia, compreso il Sud, sta registrando una significativa flessione per colpa della crisi. “Il mercato degli investimenti retail nella Penisola - ha spiegato Davide Dalmiglio, national director capital market di Jones Lang LaSalle - ha registrato un calo del 45% nei volumi delle transazioni nel primo semestre 2008 (328 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2007 (600 milioni di euro). Per il 2008 stimiano un volume totale di investimenti di circa 1 miliardo di euro (un po’ meno della metà dell’anno passato), per 15 transazioni”. Se nel 2007 il Sud ha rappresentato il 21% degli investimenti, per il 2008 e il 2009 non vi sono al momento transazioni previste.
“In ogni caso è indispensabile trovare un modo per ridurre il gap esistente tra Nord e Sud”, ha fatto notare Lino Guatteo, presidente di Promocentro Italia, nel suo intervento sulle criticità del Mezzogiorno. “Nel Settentrione - ha precisato il manager - sono attivi 450 centri commerciali per sette miliardi di gla (superficie lorda affittabile) con in previsione 25 nuovi opening nel triennio 2009-2011, nel Meridione invece si parla di 175 strutture per tre miliardi di gla e di 14 prossime inaugurazioni”.
Purtroppo la stretta creditizia pende sulla testa di tutti gli operatori come la spada di Damocle. E l’atteso contributo di Fabio Bandirali, direttore generale per l’Italia di EuroHypo, importante banca tedesca specializzata nel credito immobiliare, non ha certo sollevato gli animi. “Bambole non c’è una lira” ha esordito il manager, riportando una frase in uso ai tempi dell’avanspettacolo, aggiungendo poi che è impossibile fare previsioni sul futuro. “Ciò premesso - ha proseguito Bandirali - dei due miliardi di euro di finanziamenti che abbiamo concesso al retail negli ultimi anni, il 25% riguarda il Sud: tutti centri molto interessanti”.
L’articolo completo sul convegno sarà pubblicato sul numero 1688 di Fashion dedicato all’universo retail, in edicola il 14 novembre.
e.c
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