Convegno Pambianco-Intesa Sanpaolo: De Felice è per un "minimo sano ottimismo"

Negli Usa i consumi sono entrati in territorio negativo. In Europa sono minacciati dall'andamento dell'occupazione, in rallentamento. Preoccupa pure la Russia, ma Cina e India sembrano promettere ancora bene. Grazie anche ai segnali da questi due mercati Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, intervenuto al convegno Pambianco per fare il punto della situazione sul fronte macroeconomico, propende per un "minimo sano ottimismo".
“La Repubblica Popolare rallenta ma le vendite al dettaglio sono cresciute del 18% reale e le retribuzioni sono aumentate - ha fatto osservare l'economista -. Inoltre, il Governo dispone di riserve tali da sostenere la domanda interna, in caso di difficoltà”. I consumi in Cina dovrebbero quindi restare sostenuti. L'India è meglio posizionata in termini di struttura dell'export, sia per Paesi di riferimento sia per gamma di prodotti (tra l'altro, il 20% delle importazioni totali proviene dall'Italia). In quest'area le vendite al dettaglio sono aumentate del 10% e non si assiste a un rallentamento nei servizi (mentre frena l'industria). La domanda interna rivela una tenuta e dovrebbe beneficiare delle attese di calo dell'inflazione.
“La Russia presenta invece una serie di problemi - ha allertato De Felice -. Il petrolio ha perso oltre il 40% del proprio valore, la Borsa in pochi mesi ha segnato un -60% circa, permangono tensioni in Georgia, il tasso di crescita del Pil si sta ridimensionando e, al contrario della Cina, le politiche salariali sono restrittive”. Per il 2009 e il 2010 è quindi prevista una decelerazione della crescita del reddito e dei consumi, “pur restando sostenuta”.
L'eurozona si muove sulla falsariga degli Usa, ma con uno sfasamento temporale, per cui la fase recessiva sembra posticipata di un paio di trimestri circa (-0,4% il trend dei consumi stimato per il 2009 negli States, mentre per l'area euro è previsto un +0,3%). “L'impressione è che la ripresa tarderà, rispetto al ciclo economico statunitense - ha detto l'esperto di Intesa Sanpaolo -. Segnali importanti sono quindi attesi per la fine del 2009”. Quanto all'Italia, i consumi sono in ulteriore contrazione (dopo il -0,5% atteso per tutto il 2008, si prevede un -0,3% per il 2009) e permane un clima di grande incertezza che risente, tra l'altro, dell'aumento degli oneri finanziari, della svalutazione degli immobili e dei crolli in Borsa.
“Tuttavia da noi si guarda troppo ai mercati azionari - ha aggiunto -. Bisognerebbe invece preoccuparsi del mercato dei cambi”. In tal senso l'economista auspica che all'incontro dei Paesi del G20, la prossima settimana, venga valutato il problema della stabilizzazione delle valute (soltanto in ottobre lo yen si è apprezzato del 30% nei confronti dell'euro). De Felice resta inoltre fiducioso sulle capacità di sopportare le difficoltà delle aziende della moda made in Italy che, dopo il buon andamento del 2006 e 2007, hanno messo a segno un +1,7% nelle esportazioni dei primi otto mesi dell'anno, con tassi di crescita a cifra doppia nei mercati emergenti (a fronte di un -4,4% dei consumi interni, nel primo semestre e a prezzi costanti). “Ora che hanno capito come si fa a essere competitive - ha concluso - devono insistere e non 'tirare i remi in barca'”.
e.f.
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