Convegno Pambianco-Intesa Sanpaolo: la moda farà la differenza in futuro, secondo Boselli e Tronconi

Settori tradizionali dell'economia italiana come il tessile-abbigliamento-moda, spesso catalogati come retrogradi, potrebbero invece fare la differenza nei mesi a venire. Ne sono convinti Mario Boselli, presidente della Cnmi, e Michele Tronconi, vicepresidente vicario di Smi, intervenuti all'avvio del convegno Pambianco-Intesa Sanpaolo, quest'anno incentrato sulle strategie per contrastare l'attuale difficile contesto di mercato.
''Facendo un elevato ricorso al credito bancario, le aziende italiane e in particolare le Pmi hanno contribuito a tenere le banche al riparo da certi guai - ha fatto rilevare Boselli -. Anziché ricorrere alla finanza creativa, queste ultime hanno potuto investire ottenendo buoni rendimenti. In altri Paesi non sono, invece, riuscite a impiegare la liquidità nelle imprese, a causa della struttura delle relative economie e per fare utili si sono intossicate”.
Quattro fattori, secondo il presidente della Cnmi, dovrebbero consentire di uscire dalla crisi prima del previsto: la perdita di competitività della Cina sostenuta anche dal cambio, la riduzione di pratiche di anti-dumping sociale e ambientale nelle principali nazioni in via di sviluppo, il cambio euro/dollaro più favorevole e il calo dei costi delle materie prime, tessili e non. E poi ne ha aggiunto un quinto, l'effetto “Obama”, che da una situazione di “free textile trade” dovrebbe portare al “fair textile trade”. Altri trend di sviluppo, a suo avviso, saranno il fast fashion made in Italy e la riallocazione in Italia della produzione, dopo anni di forte delocalizzazione. Questo, mentre l'italia si sta riconfermando “il produttore mondiale leader nel tessile-abbigliamento di alta gamma”.
Anche Michele Tronconi ha sottolineato come, contrariamente ad alcune ipotesi, il tessile-abbigliamento-moda “non è scomparso, è maturo ma sa correre e vuole continuare a correre”. “Un sostegno al settore potrebbe influire sulla politica di stabilizzazione anticiclica”, ha affermato al convegno. Per questo Smi ha deciso di sottoporre alle autorità un “decalogo”: una serie di misure “non enormi ma che rendono giustizia al comparto” per supportare la produzione e stimolare i consumi (vedi fashionmagazine.it del 21 ottobre). Non a caso, la prossima assemblea dell'associazione di categoria si intitolerà “Riscoprire l'economia reale: il tessile-moda come ritorno al futuro”.
e.f.
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