Convegno Pambianco-Intesa Sanpaolo: quali strategie dopo la crisi?

"La moda oltre la crisi. Quali strategie per competere nel nuovo scenario di mercato" era il titolo del convegno organizzato da Intesa Sanpaolo e Pambianco, tenutosi oggi a Palazzo Mezzanotte a Milano. Dalle relazioni degli intervenuti è chiaramente emerso come guardare oltre questo difficile momento di mercato sia molto complesso e implichi la capacità di rivedere su nuove basi i modelli del fare impresa.
“La situazione è meno peggio di alcuni mesi fa - ha sintetizzato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Mario Boselli - ma i segnali di ripresa sono deboli”. Un’affermazione avvalorata dalla relazione di Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, che ha delineato per il prossimo biennio uno scenario con una domanda in recupero piuttosto fiacco sia sul mercato interno, sia su quelli esteri, penalizzati dalla prudenza delle famiglie ad affrontare spese non indispensabili in un contesto di peggioramento del mercato del lavoro.
Boselli ha comunque invitato a guardare a tre segnali positivi: la moratoria dei debiti, l’avviamento dell’iter per l’approvazione a livello comunitario dell’opzione 2 del “made in” obbligatorio per le merci di provenienza extra Ue, l’apertura del Governo sull’Irap. “La mia proposta - ha detto - è rinviare il pagamento dell’Irap per un anno, una sorta di stand still in attesa di modificare sostanzialmente tale imposta”.
Sul tema dell’importanza della trasparenza sull’origine dei prodotti è tornato anche il presidente di Sistema Moda Italia, Michele Tronconi, che ha inoltre ribadito quanto l’esecutivo potrebbe ancora fare per sostenere il tessile-abbigliamento (dagli interventi sui costi dell’energia e su quello del lavoro, fino agli stimoli per far ripartire la domanda) con ricadute positive allargate a tutto il Paese.
La relazione di Carlo Pambianco si è quindi focalizzata sull’analisi delle strategie messe in atto per superare la crisi da 33 aziende. Ne sono emerse due necessità fondamentali: ristrutturarsi e ricapitalizzare.
Temi ripresi e anche nelle due tavole rotonde moderate da Enrico Mentana che sono seguite. Nella prima - che ha visto sul palco Brunello Cucinelli, Enrico Bracalente di NeroGiardini, Paolo Fontanelli di Furla, Maurizio Carlino di Carpisa, Marco Marchi di Liu Jo, Claudio Orrea di Patrizia Pepe e Franco Pené di Gibò - si è parlato soprattutto dell’importanza anche in tempi difficili di continuare a investire sulle risorse umane, della necessità di una maggiore vicinanza ai propri clienti, del mantenere comunque gli investimenti in comunicazione, delle nuove prospettive offerte dall’e-commerce e dell’urgenza di salvaguardare la filiera tessile in Italia.
La seconda - in cui si sono confrontati Diego Della Valle di Tod’s (collegato in videoconferenza), Giuseppe Miroglio del Gruppo Miroglio, Michele Norsa di Salvatore Ferragamo, Vittorio Radice de La Rinascente, Stefano Sassi di Valentino Fashion Group e Sergio Tamborini di Marzotto Group - i concetti ricorrenti sono stati l’importanza dei mercati emergenti, Cina in primis, il cambiamento strutturale nell’atteggiamento del consumatore, la necessità di focalizzarsi sul core business e di puntare sempre più sul prodotto anche in una logica di value for money, e di rivedere le tempistiche per adeguarle ai mutati atteggiamenti di acquisto.
Ancora una volta, poi, è emersa la richiesta di maggiore attenzione a un settore che tiene alta l’immagine dell’Italia nel mondo, anche attraverso una più efficace promozione all’estero dell’intero sistema per sostenere le Pmi.
Un argomento tornato a più riprese alla ribalta è stato quello del rapporto tra le banche e le imprese, introdotto fin dall’apertura dei lavori da Gaetano Micciché, responsabile divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo, e ribadito con toni diversi dai vari imprenditori, a riprova che qualcosa in questo campo è stato sicuramente fatto, ma che c’è ancora qualche nodo da affrontare.
c.mo.
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