Convegno Smi-Intesa Sanpaolo: l’internazionalizzazione come antitodo alla crisi

Si è tenuto oggi presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano il convegno "Percorsi di internazionalizzazione dell’industria tessile e moda italiana" organizzato da Sistema Moda Italia in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
Ha aperto i lavori il presidente di Smi, Michele Tronconi, toccando uno dei problemi più scottanti di questa difficile fase congiunturale: il credit crunch. “Una soluzione per gestire l’emergenza - ha detto Tronconi, ricordando il documento di politica industriale presentato dall’associazione al Governo, a cui non è ancora giunta risposta - potrebbe passare dalla riedizione legislativa del consolidamento dei debiti a breve, con un contributo pubblico in conto interessi e un fondo di garanzia appositamente istituito dal Governo”.
Ai saluti di Gaetano Micciché, responsabile divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo, è seguita la relazione di Paolo Zegna, vice-presidente per l’internazionalizzazione di Confindustria, che ha posto l’accento sui mutamenti avvenuti negli ultimi anni nella geografia delle esportazioni di moda italiane, con mercati tradizionali come Germania e Giappone in netto calo e altri che sono invece emersi prepotentemente alla ribalta come la Russia (con una crescita davvero esponenziale), la Cina e il Middle East.
Tracciare le coordinate dello scenario macroeconomico internazionale attuale e le possibili prospettive a breve termine è stato il non facile compito di Gregorio De Felice, responsabile del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. Condotta in coordinamento con il Centro Studi Smi, l’analisi dell’economista ha delineato uno scacchiere mondiale in sofferenza un po’ in tutte le aree, ma ha anche indicato tre fattori positivi che potrebbero far sperare in un’uscita dalla recessione tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo: il forte calo dei costi del petrolio (che tra l’altro libera risorse per i consumi delle famiglie), la notevole riduzione dei tassi di interesse (che dovrebbero ulteriormente abbassarsi nei prossimi mesi), gli incentivi fiscali messi in atto in molti Paesi, dagli Usa al Regno Unito, dalla Spagna alla Cina. “In particolare il governo del gigante asiatico - ha detto De Felice - avrebbe la possibilità di intervenire in maniera ancora più incisiva in questa direzione, con benefici non solo per la Cina ma per tutto il mondo”.
A proposito di mercati emergenti sono invece più difficili, secondo il responsabile del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, le situazione dell’India e della Russia: quest’ultima in particolare potrebbe sperimentare per la prima volta dal 1998 un tasso di crescita negativo, passando dalla media del +7% degli ultimi anni a un -1%.
Ma De Felice è fiducioso riguardo al futuro del fashion system italiano: “Il settore ha alle spalle una profonda fase di ristrutturazione - ha concluso -. Molte imprese hanno al proprio interno la capacità per reggere alla crisi”.
c.mo.
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