Convivio presenta l’ottava edizione e fa il punto sull’emergenza Aids

Nei giorni dal 9 al 13 giugno si tiene l’ottava edizione di Convivio, mostra-mercato a sostegno della lotta all’Aids, che quest’anno punta a sensibilizzare i giovani, mentre sulla malattia, come ha segnalato oggi l’Anlaids in conferenza stampa, sembra sia calata "una coltre di silenzio".
L’appuntamento biennale, nato nei primi anni Novanta per volontà di Gianni Versace e che coinvolge le maggiori griffe della moda, si amplia (sarà nel padiglione 12 di Fieramilanocity) per dare più spazio al design e al childrenswear, nonché per accogliere una new entry: l’arte. Ritornano inoltre l’area dedicata al vintage e un grande stand, che metterà in vendita vini offerti da importanti cantine.
Tra le iniziative di Convivio, presentate oggi a Palazzo Marino a Milano con gli interventi, fra gli altri, di Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, e dell’assessore Giovanni Bozzetti, vi è anche una tavola rotonda (il 9 giugno, presso il Circolo della Stampa di Milano) dal titolo: “Lotta all’Aids, lotta alla povertà: il contributo di convivio e di Anlaids Sezione Lombardia nei Paesi in via di sviluppo”. Di prossima pubblicazione, in più, una rivista autofinanziata - Convivio M.A.D. - in uscita a Milano e dintorni nel periodo delle sfilate di settembre e febbraio, che grazie a contributi di altissimo livello “andrà a cercare stili di vita che sembrano scomparsi o che nessuno ha ancora individuato”.
Sono 50 milioni le persone positive all’Hiv nel mondo (un numero analogo è previsto per Cina e India nei prossimi 10 anni), di cui 130-140 mila in Italia, dove si registrano tra le 3.500 e le 4 mila infezioni l’anno (una persona ogni ora). Come ha allertato Mauro Moroni, presidente della sezione lombarda di Anlaids (Associazione nazionale per la lotta contro l’Aids) l’emergenza persiste: l’epidemia non è in calo e va fatta più informazione tra i giovani, che troppo spesso ignorano il fenomeno; non va dimenticato che le cure esistono ma vanno somministrate per tutta la vita del malato (contrariamente a quanto avviene, per esempio per la tubercolosi o la lebbra); il contesto socio-economico è tutt’altro che favorevole e la malattia non fa altro che amplificare i problemi sociali.
e.f.
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