Costume National: l’ingresso di Sequedge come azionista minoritario

Ennio e Carlo Capasa hanno annunciato oggi una partnership strategica a lungo termine con il gruppo nippo-cinese Sequedge che entra nella maison come socio minoritario. L’accordo non si limita a rafforzare finanziariamente la griffe, ma è la base di partenza di un progetto di sviluppo, focalizzato in particolare nei Paesi del Far East, Cina e Giappone in primis (nella foto, un momento della sfilata Costume National autunno-inverno 2010/2011).
Carlo Capasa ha illustrato l’operazione - che porta nelle mani di Sequedge il 17% del capitale con la possibilità di salire a un massimo del 33% - come “un gesto di positività, in un momento in cui il clima è depresso, e di apertura verso mercati che saranno sempre più importanti per la moda italiana e vanno affrontati con logiche proprie”. A convincere i Capasa, già avvicinati da altri fondi, è stata la logica non speculativa dell’approccio di Sequedge.
Da parte sua, Ennio Capasa ha tenuto a raccontare qualche aneddoto sul nuovo socio, il 36enne Kazunari Shirai, ceo di Sequedge, under 40 più ricco del Sol Levante e appassionato del brand Costume National, che acquista da più dieci anni e “obbliga” i propri senjor manager a comprare, a colpi di 30mila euro l’anno, per poi, dopo dodici mesi, cedere il guardaroba ai junior. Ora Kazunari Shirai entrerà anche nel Cda della Costume National, mentre un manager del suo staff affiancherà i Capasa nella gestione finanziaria. “Non esistono patti di uscita - hanno spiegato i due fratelli - è un accordo fatto solo con l’obiettivo di fare crescere il brand”.
Non meraviglia, quindi, che il giovane tycoon nipponico abbia già avviato la costruzione di una Costume National Gallery a Tokyo (Aoyama) - 2.500 metri quadri su quattro piani, pronti per gennaio 2011 - che ospiterà un negozio e gli uffici del marchio, mentre a settembre di quest'anno apriranno uno spazio nel Galleria Department Store di Seoul e un monomarca a Hong Kong. Si tratta di azioni che fanno parte di un accordo laterale specifico per il Far East e che rappresentano un investimento diretto di Sequedge. Il piano retail prevede 7/8 punti vendita in due anni in Cina e qualche opening in Giappone: “Preferiamo puntare sulla qualità e non sulla quantità”, ha precisato Carlo Capasa.
A proposito di negozi, i due fratelli hanno annunciato il restyling, ad agosto, della boutique di Milano e non hanno nascosto di essere attratti dall’idea di un nuovo spazio, magari anche in aree alternative della città.
Tornando all’accordo, alla domande se questo potesse presupporre anche eventuali strategie di delocalizzazione in Cina, i Capasa hanno dichiarato “non abbiamo preclusioni: noi siamo sempre stati rigorosamente made in Italy, ma crediamo che la cosa davvero importante sia la trasparenza nei confronti del consumatore sull’effettiva origine di un prodotto, non la chiusura sul fatto in Italia”.
L’obiettivo dichiarato per la maison - che nel 2008 ha superato i 100 milioni di fatturato ma ha perso il 30% nel 2009, è ora triplicare il turnover, raggiungendo quota 200 milioni, nel giro di tre-quattro anni, con una forte crescita in Asia, “che oggi rappresenta l’8% del giro d’affari ma che dovrebbe arrivare al 28-30%” ha rivelato Carlo Capasa. I primi segnali che la crisi è superata, comunque, si sono già iniziati a vedere: “Nel periodo gennaio-marzo 2010 - ha concluso - il retail ha registrato un +26% e anche i risultati della nuova campagna vendita wholesale della licenza con Ittierre sono decisamente incoraggianti”.
c.mo.
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