Cotone certificato Fairtrade: nel 2008 vendite in aumento del 94% sul mercato globale

Le vendite del cotone equo e solidale certificato Faitrade sono avanzate del 94% nel 2008, rispetto all'anno precedente: è solo uno dei dati emersi durante un seminario sull'argomento, organizzato ieri dall'Ice-Istituto Nazionale per il Commercio Estero a Milano. Ma, soprattutto sul nostro mercato, esistono interessanti margini di crescita.
La fibra naturale per eccellenza è al centro di un processo di trasformazione: mentre in Italia il consumo industriale si sta drasticamente riducendo (come ha fatto notare ieri Carlo Rivelli, segretario generale della Fondazione Industrie Cotone e Lino di Sistema Moda Italia, si è passati dalle 346mila tonnellate di metà anni Novanta alle attuali 63mila), è necessario offrire al cotone nuove chance, legate al concetto di eccellenza tessile che passa anche attraverso gli investimenti in sostenibilità.
In particolare, Fairtrade (unica certificazione etica internazionalmente riconosciuta) propone da anni un modello di commercio che punta a riscrivere la filiera, in modo da evitare lo sfruttamento dei produttori dei Paesi in via di sviluppo e creare sinergie tra questi ultimi e i potenziali partner industriali e distributivi che operano nel tessile-abbigliamento.
Come ha sottolineato Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia, sul nostro territorio l'interesse del consumatore verso i prodotti del commercio equo e solidale sta aumentando, con circa 12 milioni di persone che dicono di conoscere questa realtà. "Ma si può fare molto di più - ha affermato Pastore - e portare il valore al dettaglio di questo settore, attualmente pari a 120 milioni di euro, a un raddoppio nel breve termine, seguendo la scia di Francia e Germania". "Tra l'altro - ha aggiunto - una ricerca di Globescan dimostra che il 50% di chi acquista articoli equo-solidali non è soddisfatto dell'assortimento presente in negozio".
La domanda, dunque, non manca, ma occorre accorciare le distanze tra il monte e la valle della filiera. Helvetas, associazione svizzera per la cooperazione internazionale, costituisce per esempio un punto di raccordo in Europa con i produttori di cotone del Burkina Faso, "una fibra che sta raggiungendo alti standard di qualità - ha precisato il direttore, Pierluigi Agnelli - apprezzati da marchi di rilievo come Victoria's Secret".
In Italia, un'azienda da sempre impegnata sul fronte del tessile d'arredo di qualità, la Pedano, utilizza il cotone certificato Fairtrade soprattutto per la biancheria da letto. "La risposta del pubblico è ottima - ha specificato Isabella Pedano - anche perché le proposte con un contenuto 'etico' non costano di più delle altre".
a.b.
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