Cpm a Mosca: meglio del previsto

Considerate le difficoltà finanziarie che non hanno risparmiato l'ex Unione Sovietica, il bilancio di Cpm, la fiera dell'abbigliamento e degli accessori organizzata nei giorni scorsi a Mosca da Igedo Company, non è stato negativo: le cifre elaborate ieri, al termine dell'ultima giornata, parlano di oltre 16.200 presenze, contro le 16.100 di febbraio.
Se è vero che un anno fa gli ingressi si aggiravano intorno alle 18.500 unità, non si può non tenere conto di tutto quanto è successo e sta ancora succedendo a livello mondiale. Soddisfatto il ceo di Igedo Company, Philipp Kronen. "È andata meglio del previsto", afferma, precisando che da zone come il Sud della Russia, la regione degli Urali e la Siberia gli ingressi sono addirittura aumentati.
La manifestazione, del resto, mantiene un ruolo significativo nel panorama fieristico nazionale, grazie alla partecipazione di un migliaio di brand provenienti da 31 nazioni: una cifra consistente (importante, tra l'altro, l'adesione dal nostro Paese, grazie a un salone nel salone a cura di Emi-Ente Moda Italia), anche se ridimensionata rispetto alle 1.500 collezioni on show nel settembre 2008.
Le aspettative si concentrano già sulla prossima edizione, prevista nella consueta sede dell'Expocentr dal 24 al 27 febbraio 2010, con la speranza che le nubi che gravano anche su quello che in un tempo non molto lontano era considerato l'Eldorado della moda si diradino.
I problemi sul piatto sono molti: la Russia ha risentito negli ultimi mesi non solo delle ripercussioni del global meltdown, ma anche della discesa dei prezzi delle materie prime e in particolare del petrolio, di cui è grande esportatrice. La svalutazione del rublo nei confronti del dollaro e dell'euro e l'inflazione galoppante hanno fatto il resto. Per quanto riguarda specificamente la moda, il mercato si sta allineando alle realtà "mature" del resto del pianeta, anche in seguito all'avanzata dei big player del low cost, H&M in primis.
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