Cresce la competitività: le indicazioni della Commissione Europea per il tessile-abbigliamento

"Possiamo dire che la crisi del tessile-abbigliamento è passata": così ha esordito il vice-presidente della Commissione Europea Günther Verheugen durante la conferenza "European fashion: a win-win formula", che si è tenuta oggi a Milano. L’organismo comunitario ha fornito alcune indicazioni per salvaguardare una concorrenza paritaria tra il nostro continente e i Paesi emergenti.
Dopo cinque anni di indici economici al ribasso per il tessile-abbigliamento europeo, il 2006 e il 2007 sono stati gli anni della svolta e il comparto ha recuperato in competitività: è quanto ha sostenuto, nel corso dell'incontro, il vice-ministro allo Sviluppo Economico del governo italiano, Sergio D’Antoni, specificando che nel 2007 le esportazioni della nostra filiera sono cresciute del 7% e che il mercato domestico rappresenta oggi il 25% del fatturato del tessile-abbigliamento europeo.
“Per garantire la competitività – ha precisato D’Antoni – è stata proposta due anni fa l’obbligatorietà dell’etichettatura 'made in' per le merci provenienti dalle aree extra-Ue: una richiesta attualmente bloccata al Consiglio d’Europa". Per portarla a buon fine, "la Commissione Europea solleciterà nei prossimi mesi i Paesi che sono ancora contrari all’adozione di questo sistema di trasparenza”.
Oltre che su questo fronte, l'organo comunitario si sta muovendo in altre direzioni, in modo da garantire una tenuta di competitività a livello industriale e da individuare le strategie vincenti (la "win-win formula"): per esempio, una politica fiscale in grado di favorire in ogni Stato membro la ricerca e lo sviluppo - diminuendo i costi a carico delle imprese, come l’Irap e il cuneo fiscale in Italia - e un sostegno pubblico alla filiera, con particolare riguardo alle realtà di piccole dimensioni, in base a un “Piano industria 2015”, da poco approvato a livello comunitario.
v.a.
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