Csp International: -15% il fatturato a sei mesi

Scende a 58,6 milioni di euro, con un decremento del 15% il giro d’affari di Csp International, specializzato nella produzione di calze, collant e intimo. A penalizzare il gruppo mantovano, la flessione nei consumi di calze e la stazionarietà del mercato seamless, dopo il boom dei primi anni Novanta.
Come rileva la società quotata alla Borsa di Milano, nei 12 mesi terminati ad agosto la domanda di calze è scesa globalmente del 10,4% in quantità e del 10% in valore, se confrontata su base annuale.
Con una perdita semestrale ante imposte pari a 6 milioni di euro (1 milione di euro circa il profitto del 2004), Csp International stima di chiudere l’esercizio in rosso, ma con un risultato negativo ridimensionato nel secondo semestre rispetto alla prima metà dell’anno.
Il management si sta attualmente muovendo su tre livelli: ricerca di partner industriali e finanziari, gestione al meglio dei marchi e relativi canali di vendita (anche mediante l’innovazione di prodotto) e vendita dei cespiti non strategici.
A tal proposito, lo scorso mese la società ha ceduto lo stabilimento di Rivarolo del Re (Cremona) per 6 milioni di euro (2,7 milioni la plusvalenza derivante dalla vendita). Recente anche il trasferimento di parte della confezione di collant in Russia, terzo mercato per importanza.
Le sorti del volume d’affari potrebbero essere risollevate dal recente accordo distributivo con il marchio di sportswear Puma, che parte con la raccolta ordini nel primo semestre 2006 (le consegne sono in calendario nel luglio successivo) e durerà fino al 2009. Il business delle calze sportive Puma realizza ricavi per decine di mi:ioni di euro, come indica Csp in un comunicto.
e.f.
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