Cushman & Wakefield Healey & Baker ha presentato oggi a Milano la ricerca European Cities Monitor

L’accesso a mercati e clienti e la disponibilità di personale qualificato sono i fattori decisivi per le società nella scelta delle location per i loro uffici, secondo la ricerca di Cushman & Wakefield Healey & Baker. Londra continua a essere la città preferita per gli affari, seguita da Parigi e Francoforte, mentre Milano e Roma perdono posizioni.
Torna l’appuntamento annuale con European Cities Monitor, l’indagine svolta dalla nota società internazionale di consulenza immobiliare sulle trenta principali città d’affari europee, attraverso le interviste a senior manager o a board director, con responsabilità sulla scelta delle location, di 501 importanti società europee.
“Nella top ten - ha spiegato Martin Newman consulente marketing della Cushman & Wakefield Healey & Baker - restano invariate, rispetto allo scorso anno, le prime sette posizioni (Londra, Parigi, Francoforte, Bruxelles, Amsterdam, Barcellona e Madrid, ndr. ) mentre Milano, superata da Berlino, perde una posizione passando dall’ottavo al nono posto e Monaco, decima, migliora di uno step”.
Per quanto riguarda invece Roma, l’altra città del nostro Paese presa in esame, quest’ultima retrocede dal 22esimo al 26esimo posto.
“I plus della capitale economica italiana - ha continuato Newman - restano la disponibilità di personale qualificato, l’accesso ai mercati e ai clienti e i collegamenti internazionali, mentre tra i punti di debolezza vi sono i trasporti urbani, il clima creato dal governo per il business (inclusa la politica di tassazione e di incentivazione finanziaria per gli investitori), la qualità della vita e il tasso di inquinamento”.
Bisogna comunque notare che Roma e Milano hanno un’immagine peggiore rispetto a quella reale. Infatti in termini di presenze societarie occupano nella rispettiva graduatoria il quarto e il quattordicesimo posto. Non solo: nelle previsioni di sviluppo al 2008 il capoluogo lombardo mantiene la stessa posizione, mentre la capitale passa al sedicesimo step.
“Per quanto riguarda nello specifico gli investimenti del fashion system a Milano – ha infine precisato Harry Farthing, equity partner della Cushman & Wakefield Healey & Baker a fashionmagazine.it – si evidenzia tra i grandi gruppi della moda la volontà (e la capacità finanziaria) di trovare nuove location in zone semi-periferiche che permettano di riunire in un solo complesso uffici, showroom, sala sfilate. Si tratta, tra l’altro, di società che normalmente sanno muoversi molto bene sul mercato milanese e che spesso gestiscono il business immobiliare autonomamente”.
e.c.
stats