Da Changzhou alla conquista della Cina: l'espansione di Lampo Uomo

Con l’ultima inaugurazione a Wuhan, capoluogo della provincia dell’Hubei, i negozi Lampo Uomo (insegna cinese di abbigliamento maschile che punta a un target alto) hanno raggiunto quota 120. Entro fine anno la società cui fa capo il marchio, la Prince Garments di Changzhou - che fattura circa 300 milioni di euro - intende avviare altri 20-30 store nel Paese.
Prince Garments - guidata da Jianwei Wu (presidente), con la collaborazione del fratello Yuwei - dal 1993 produce e distribuisce nell’ex Celeste Impero un total look maschile.
“Da sempre abbiamo puntato su un livello elevato, con un modello di riferimento preciso: il made in Italy - commenta Jianwei Wu -. Non a caso, utilizziamo solo tessuti provenienti dalla Penisola (Loro Piana in primis) e grazie ai tecnici italiani siamo riusciti a migliorare sempre più lo standard produttivo”.
“Non intendiamo al momento approcciare altri mercati - aggiunge Wu -. Essendo cinesi siamo avvantaggiati dal fatto di non dover pagare dazi doganali e, pertanto, di poter proporre prezzi più competitivi rispetto ai brand internazionali”.
“Il cartellino di vendita di un nostro abito - precisa - può oscillare dai 500 euro del primo prezzo agli oltre mille del su misura”.
“Anche nel nostro Paese abbiamo dovuto fare i conti con la crisi, con una flessione del business tra il 5 e il 10% - fa notare l’imprenditore cinese -. Credo, in ogni caso, che si sia toccato il fondo in aprile e da maggio sia iniziata, molto lentamente, la ripresa”.
“Vista l’enormità della popolazione cinese - conclude - reputo che il nostro mercato si rigenererà più presto rispetto a quelli europei e statunitensi”.
Prince Group possiede anche tre centri commerciali: Changzhou Shopping Center (di target elevato), Changzhou New Century Shopping Mall (moda classica) e Changzhou Department Store (moda giovane) per un totale di 150mila metri quadri.
e.c.
stats