Da una ricerca Reda l'identikit del gentleman contemporaneo

Ha a cuore l'ambiente, si sente socialmente responsabile e alle aziende chiede che operino secondo gli standard di sostenibilità. Questo in sintesi l'identikit del gentiluomo contemporaneo tracciato da una ricerca presentata ieri a Milano e condotta da Future Concept Lab per Reda, azienda biellese produttrice di tessuti pregiati in lana per abiti classici maschili.
Cosa significa dunque essere gentiluomini oggi? È un modo di sentirsi e di comportarsi al di là del proprio status, dice il 93,8% dei 450 uomini interpellati (dai 30 ai 54 anni), i quali si sentono personalmente gentleman al 67% (su una scala dall'1 al 100%). Fondamentale per loro è l'investimento negli affetti, l'assunzione di responsabilità in ambito sia lavorativo sia sociale, il non avere atteggiamenti esibizionistici e, soprattutto, l'educazione. Non solo. Il vero gentiluomo si attiva personalmente per migliorare la società (il 35,5% lo considera importantissimo) e ha cuore l'ambiente (35,6%), misurandosi quotidianamente anche con l'etica: un habitat di vita giusto e piacevole per tutti non è considerato più solo un diritto ma in primis un dovere (52,2%).
Un impegno che si richiede al singolo, alle istituzioni, ma pure agli attori del business: dalla ricerca emerge infatti l'imperativo categorico rivolto alle aziende a unire etica ed estetica. Essenziale è per esempio che un vestito duri nel tempo (il 47,3% del campione ha dato voto 9 o 10 su scala da 1 a 10) e possa garantire un'etichetta made in Italy (38,2%) per indicare provenienza dei materiali e rispetto delle regole etiche nel processo di lavorazione. Guarda caso, il fair gentleman desidera che le imprese comunichino il loro sostegno in direzione della sostenibilità con opuscoli informativi allegati al prodotto (32,9%) e una certificazione di fonte non aziendale (19,3%).
Il ruolo dell'etichetta diventa così prioritario, poiché si desidera avere prima di tutto garanzia di una produzione etica (20,9%), di naturalità dei materiali (18,9%) e di un marchio made in Italy (17,6%, che sale a 28,6% per il campione sopra i 50 anni).
”La vera convergenza nel mercato del futuro è tra etica ed estetica e tra gusto personale e sostenibilità - afferma Francesco Morace, presidente di Concept Future Lab -. Le ragioni dell'ecologia si incontrano nelle diverse generazioni con il bisogno di sentirsi a posto con la coscienza. Ne consegue che le aziende produttrici nel prossimo futuro dovranno misurarsi con questi valori di stile e correttezza ambientale”.
a.t.
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