Damiani Group/Pomellato: l’acquisizione della discordia

Pomellato frena a proposito dell’ingresso di Damiani Group nell’azienda."Non dico che i Damiani non abbiano comprato - puntualizza Francesco Minoli, amministratore delegato di Pomellato -. Dichiaro invece che manca l’ufficialità dell’operazione dal momento che non risulta alcuna modifica di iscrizione al libro soci".
Damiani Grop, dal proprio canto, conferma l’acquisizione sottolineando che, quando si tratta di aziende non quotate in Borsa, l’iscrizione al libro dei soci può non essere immediata.“È un investimento effettuato in vista di possibili sinergie tra marchi- spiegano da Damiani Group - Confermiamo comunque l’assoluta fiducia nei confronti di Giuseppe Rabolini, fondatore della Pomellato”. Ma la parola sinergie scatena dure reazioni da parte di Pomellato: sono considerate infatti incompatibili con le linee strategiche della società e soprattutto con la quota in mano ai Damiani. Una quota su cui nessuno al momento si “sbottona” ma che da Damiani Group viene definita come di minoranza significativa.“Al massimo Damiani Group può avere acquistato una quota del 18% dalla famiglia Signori; l’82% invece resta saldamente nelle mani di Rabolini e di tre soci di minoranza (Rabolini detiene il 73% mentre il 9 per cento è suddiviso tra tre soci, fra cui lo stesso Francesco Minoli n.d.r.) - chiarisce l’amministratore delegato di Pomellato - Si tratta di una quota che consente a Damiani Group una partecipazione finanziaria, ma non di carattere operativo”. Con un fatturato di 40 milioni di euro nei primi otto mesi del 2002, Pomellato vanta una crescita del 30% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente dovuta al sensibile incremento del brand DoDo (+45%) e a un’evoluzione del label Pomellato del 23%. Le previsioni vedono l’eservizio in chiusura con fatturato di circa 70 milioni di euro (+30%). Gli ottimi risultati del brand a livello internazionale hanno portato all’inaugurazione lo scorso luglio a Tokyo, nella centralissima Ginza, di un nuovo flagship store che affianca le due boutique già esistenti a Tokyo e Osaka. Lo scorso settembre è stato inaugurato il primo negozio DoDo a Napoli, un test in vista di future operazioni.
c.me.
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